Antonio D'Aveni, presidente del Consiglio comunale di Taormina
Antonio D'Aveni, presidente del Consiglio comunale di Taormina

Nelle giornate di lunedì e martedì si svolgerà il Consiglio comunale di Taormina con l’obiettivo di approvare il bilancio 2015, altrimenti l’arrivo del commissario sarebbe inevitabile. Nonostante un argomento così importante, al quale si affiancano i vari punti all’ordine del giorno sull’Asm, in qualche pregiudiziale da parte di alcuni consiglieri comunali potrebbe essere citata la proposta di delibera per modificare l’ormai vetusto Statuto comunale. La delibera, già protocollata, è stata firmata da sei consiglieri comunali, Carmelo Valentino, Alessandra Caltabiano, Nunzio Corvaia, Pinuccio Composto, Piero Benigni, Graziella Longo, e dall’esponente della maggioranza Vittorio Sabato. Al centro delle eventuali modifiche c’è la possibilità di sfiduciare il presidente del Consiglio comunale tramite una mozione firmata da almeno un quarto dei consiglieri. L’opposizione, dal canto suo, ha evidenziato che «l’anno di entrata in vigore dello Statuto del comune di Taormina risale al 1993 e quindi è necessario un suo adeguamento».

L’eventuale revoca, come ricordato negli ultimi giorni, dovrebbe essere firmata da un quarto dei consiglieri comunali e approvata per appello nominale da almeno due terzi del componenti del Consiglio. Una richiesta che dovrebbe essere messa in discussione non prima di tre giorni e non oltre quindici giorni dalla sua presentazione. Ma l’altra modifica significativa dello Statuto comunale è che, in caso di sfiducia all’attuale presidente del Consiglio comunale, spetterebbe al vicepresidente in carica la poltrona dell’Aula di Palazzo dei Giurati. L’iter amministrativo della modifica dello Statuto, però, non si preannuncia di breve durata. In sostanza i tempi saranno lunghi. Il presidente del Consiglio comunale Antonio D’Aveni conferma questa ipotesi e si augura che il processo venga realizzato in maniera approfondita: «L’inizio dell’adeguamento inizierà con una fase di studio dello Statuto, che verrà fatta in modo approfondito».

Ma il presidente dell’Aula consiliare si augura che venga discusso anche il regolamento del Consiglio comunale, che, con l’occasione fornita dai firmatari della delibera, potrebbe essere rivisto per quanto riguarda il comportamento dei consiglieri comunali all’interno della Sala di Palazzo dei Giurati. Il riferimento, in sostanza, è a quegli atteggiamenti poco ortodossi che in diverse occasioni avvengono in Consiglio comunale. Infine, l’ipotesi che questa proposta di delibera sia un tentativo di far vacillare la poltrona del presidente e dunque la maggioranza, non sembra convincere Antonio D’Aveni: «Per quanto riguarda la potenziale sfiducia al presidente del Consiglio comunale, non ritengo sia fatta nei miei confronti, ma si tratta soltanto di un ammodernamento dello Statuto consiliare».

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