Taormina, Piscina Comunale
Taormina, Piscina Comunale

In attesa di risposte – «La Piscina, come altri servizi, ha dei costi per il comune. Vanno compresi nel servizio a domanda individuale? Considerato che siamo un comune strutturalmente deficitario, a maggior ragione, non si può ignorare un aspetto del genere. La piscina di chi è? Del comune. Se devo fare un corso nella piscina devo pagare. Ci sono delle entrate, già, ma per chi? Vorrei un chiarimento su questi aspetti», ha dichiarato nell’ultimo infuocato Consiglio comunale di Taormina il consigliere di maggioranza Antonio Lo Monaco. L’ex assessore al Bilancio ha sollevato le acque della Piscina comunale e l’ha fatto in pubblico, ovvero in una seduta consiliare. L’attuale responsabile del sindaco Eligio Giardina all’Ecologia, però, non ha ricevuto alcuna risposta sulla tematica della Piscina comunale, sui costi della struttura e sui suoi incassi. Una vicenda, quella della Piscina, sulla quale si dovrebbe fare chiarezza, considerando l’ammonimento dell’avvocato Gaetano Callipo durante la conferenza stampa post giudizio della sezione della Corte dei Conti di Roma sulla situazione economico-finanziaria dell’ente, in cui il legale aveva sottolineato come «purtroppo negli anni scorsi c’è stata una gestione delle entrate comunali non in linea con i criteri normativi».

Dalla giunta Turiano in avanti – Infatti, se ci sarà la volontà di andare avanti e realizzare una sterzata, una deviazione rispetto agli anni passati, si dovrà chiarire la questione della Piscina e rispondere alle domande poste dal consigliere comunale Antonio Lo Monaco. Era il 17 giugno 2004 quando l’amministrazione guidata dal sindaco Aurelio Turiano dava il via libera a una deliberazione della giunta municipale sul “pubblico incanto” con gara a procedura aperta per l’appalto del centro sportivo di via Bongiovanni (gestione Piscina e impianti sportivi polivalenti). Nell’ok della giunta Turiano, inoltre, come si nota in allegato ai documenti dell’epoca, era stato dato il via libera a un capitolato per l’appalto del servizio del centro sportivo di via Bongiovanni. Nei vari articoli elencati era riportata la durata dell’appalto, che doveva avere durata di nove anni rinnovabili per un periodo uguale, a meno che non ci fosse stata la disdetta da parte di uno dei contraenti. Mentre nell’articolo 4, per quanto concerne i corrispettivi, si sottolineava come la ditta aggiudicataria doveva corrispondere al comune di Taormina, per la locazione dell’immobile e degli spazi per i servizi di ristoro e caffetteria, la somma di 25 mila euro l’anno.

Quella convenzione stipulata all’epoca del commissario La Mattina – Al di là di questo particolare, però, è interessante notare come il 10 marzo 2008 il commissario straordinario, Antonino La Mattina, su una deliberazione che aveva per oggetto i servizi agevolati alla Piscina comunale per i cittadini residenti, di fronte all’impegno del Corpo Volontario Soccorso in Mare, ente che gestisce la Piscina, di consentire l’accesso a vari residenti di Taormina, il quale affermava che doveva spendere per questo servizio 214 mila euro e il comune di Taormina, per ridimensionare la spesa si impegnava a intervenire con la somma di 87 mila euro, proponeva di approvare senza troppe esitazioni la proposta dell’associazione. In sostanza, in quel momento storico, era nata una convenzione in cui l’ente taorminese si impegnava a versare al Cvsm 87 mila euro l’anno. Una convenzione, è bene sottolinearlo, volta a ridurre le tariffe del 50 per cento a 410 residenti nel comune di Taormina divisi in 350 minori iscritti all’Istituto comprensivo, 50 anziani con età superiore ai 60 anni e 10 persone diversamente abili. Andando oltre questi accordi stilati negli anni passati, tornano con un eco che rimbomba a Taormina e dintorni, le domande del consigliere comunale Antonio Lo Monaco: «Se devo fare un corso nella piscina devo pagare. Ci sono delle entrate, già, ma per chi?».

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