Giubileo Taormina Polittico antonelliano precettato Palazzo Ciampoli
L'altare del Duomo di Taormina privo del Polittico antonelliano che per un mese sarà in mostra al Palazzo Ciampoli

Una mostra organizzata più di un anno fa – La mostra che si inaugurerà a Palazzo Ciampoli il 29 dicembre fa già parlare di se. In attesa di riaprire lo storico Palazzo medievale di proprietà della regione Sicilia, questa mattina i fedeli, i turisti e i cittadini avranno notato che nella Cattedrale di Taormina e nella Chiesa di santa Caterina mancavano alcune opere della scuola antonelliana che dimorano negli edifici sacri. La Soprintendenza, che ha organizzato la mostra a Palazzo Ciampoli da circa un anno e mezzo, aveva già pensato di precettare le opere d’arte in diverse parrocchie della provincia di Messina, Catania e Ragusa per rendere la mostra davvero rilevante dal punto di vista artistico e storico. Quindi Monsignor Carmelo Lupò non sapeva nulla di queste intenzioni da parte della Soprintendenza. O meglio, l’ha saputo soltanto nel mese di novembre, quando ha ricevuto una telefonata in cui lo avvertivano che sarebbero passati a ritirare le opere d’arte in vista della mostra a Palazzo Ciampoli.

Il Polittico rinascimentale di Antonello de Saliba a Palazzo Ciampoli – In realtà la ditta che si occupa di ritirare queste opere d’arte voleva prendere quelle situate nella Cattedrale di Taormina e nella Chiesa di santa Caterina proprio il giorno dell’apertura della Porta Santa. Una decisione che Monsignor Lupò è riuscito a rimandare di qualche giorno. Di più, del resto, non poteva fare considerando che quando la Soprintendenza assume determinate decisioni c’è poco da fare. Quindi il ritiro delle opere d’arte è avvenuto dopo l’inaugurazione dell’anno Giubilare a Taormina e l’ultimo giorno utile per prelevarle dagli edifici sacri era il 18 dicembre. Si tratta, in generale, di tre opere custodite dalla Cattedrale di Taormina e la statua di santa Caterina che si trova nell’omonima Chiesa. In particolar modo c’è un’opera d’arte che ogni anno è ammirata da centinaia di visitatori e studiosi che arrivano da tutto il mondo. Si tratta del Polittico rinascimentale di Antonello de Saliba del 1504, opera della scuola di Antonello da Messina, «di cui il Saliba era parente e che ha fioritura in tutte le corti siciliane. Si tratta di un’opera su legno a più pannelli, con la Vergine Maria e Gesù nel pannello centrale fra san Girolamo e San Sebastiano. In alto, al centro, la Deposizione di Cristo e ai lati San Agata e Santa Lucia, venerate nella parte orientale dell’isola. Nella cornice sotto in basso, l’Ultima Cena. Il Polittico proviene dall’ex Chiesa di San Sebastiano, in uso ai frati agostiniani, in Piazza IX Aprile», come aveva scritto Lisa Bachis in un articolo per BlogTaormina.

Scelta positiva o negativa? – È chiaro, dunque, che si tratta di opere d’arte di un certo rilievo e adesso si comprende ancora di più la presenza dei vigilantes armati posti fuori da Palazzo Ciampoli. Questi dipinti, statue e tele verranno posizionate per un mese nel Palazzo di proprietà della regione Sicilia e soltanto a fine gennaio torneranno nelle loro postazioni originarie. In tutta questa vicenda si può vedere, come si suol dire, il bicchiere mezzo pieno o il bicchiere mezzo vuoto. Iniziando dall’ultima ipotesi, si può mettere in evidenza come la Cattedrale Giubilare di Taormina è rimasta spoglia, nel periodo dell’anno tra i più importanti, di opere d’arte che ne sottolineano il valore e l’importanza storica. Non è una bella immagine per la Cattedrale con la Porta Santa del Giubileo straordinario indetto da Papa Francesco. Dall’altro lato, invece, per quanto riguarda il bicchiere mezzo pieno, si deve affermare che le opere, in vista della mostra, verranno pulite e questo è una spesa in meno per la Chiesa di Taormina e poi, per i curiosi e appassionati di arte, sarà sufficiente spostarsi di qualche metro per ammirare dipinti e tele della scuola di Antonello da Messina. Certo, se in Cattedrale si entra gratis, non è detto che la mostra a Palazzo Ciampoli sarà gratuita.

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