Pinuccio Composto, consigliere comunale
Pinuccio Composto, consigliere comunale

Nella conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina presso l’Aula consiliare di Palazzo dei Giurati, il sindaco Eligio Giardina, il presidente del Consiglio comunale Antonio D’Aveni, gli assessori della giunta e gli avvocati che hanno difeso l’ente alla sezione riunita della Corte dei Conti di Roma hanno parlato della decisione arrivata dalla Capitale, che in sostanza dà tempo fino al 30 giugno 2016 per redigere un nuovo Piano di riequilibrio economico finanziario, il quale, in seguito, dovrà affrontare un lungo iter burocratico prima di ottenere il definitivo via libera. Dichiarazioni, quelle del primo cittadino, del presidente D’Aveni e degli altri membri della giunta che sono state ascoltate dai pochi consiglieri comunali presenti. Tra di loro, oltre Eugenio Raneri, c’era Pinuccio Composto. L’esponente dell’opposizione ha ascoltato le affermazioni in Aula e qualche ora dopo siamo andati ad ascoltarlo per conoscere le sue considerazioni sulla vicenda.

Dottore Composto, il sindaco ha dichiarato che «l’emendamento è stato frutto di una attività politica, perché è stato presentato e costruito dalla sintesi di alcuni protagonisti politici locali». In sostanza, il primo cittadino, ha evidenziato come la decisione della Corte dei Conti di Roma, non si è basata soltanto sull’emendamento, ma anche sulle scelte attuate dall’amministrazione in questi mesi. Cosa ne pensa?
«Non ho dei riscontri concreti per affermare il contrario. Ieri ho sentito dire che il fatto di non aver rigettato il ricorso da parte del comune è un fatto positivo e questo, effettivamente, lo è. In più la possibilità data di rifare questo Piano di riequilibrio evidenzia la capacità attribuita alla città di Taormina di realizzare un risanamento».

Quindi, quella giunta da Roma, è stata una decisione tecnica o politica?
«Non sono entrati nel merito, perché se fossero entrati nel merito avrebbero bocciato il Piano di riequilibrio. Più che altro è stata una decisione politica».

Il sindaco Eligio Giardina ha evidenziato la volontà dell’amministrazione comunale di andare avanti con un nuovo slancio. Crede che ci sarà questa “deviazione”?
«Bisognerà vedere se è maturata nella macchina burocratica e nell’amministrazione la voglia di risanare il comune. Questo significa dire basta al clientelismo e sì alla riscossione. Serve un ufficio delle entrate serio. È giusto che paghino tutti. In questo momento c’è un carico fiscale molto pesante per i cittadini. Vediamo se avranno capito l’opportunità data dalla Corte dei Conti e avranno la consapevolezza di cambiare registro».

Come si comporterà l’opposizione da qui in avanti, dopo la decisione della sezione riunita della Corte dei Conti di Roma?
«Saremo attenti e vigili come opposizione per capire se veramente ci sarà questa voglia di cambiamento. Qualcosa negli ultimi mesi è stato fatto, ma vedremo se sarà solo un momento transitorio. Dovranno riorganizzare la macchina della riscossione, la macchina della spesa. Dovranno essere più responsabili».

Infine, dottore Composto, negli ultimi giorni sei consiglieri comunali dell’opposizione, più il vicepresidente del Consiglio comunale Vittorio Sabato, hanno presentato una delibera di modifica allo Statuto comunale. Perché questa decisione?
È uno Statuto ormai superato. Quello Statuto parlava un linguaggio antico. Abbiamo pensato di adeguarlo, tramite la delibera, ai nostri giorni. Vedremo se giungerà il contributo di altri consiglieri comunali».

È rimasto sorpreso che tra i firmatari ci sia anche l’esponente della maggioranza, Vittorio Sabato?
«No, perché è stato lui uno di quelli che ha voluto questa delibera».

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