L'archeologo Sebastiano Tusa
L'archeologo Sebastiano Tusa

Nel pomeriggio di domani, alle ore 17.30, presso il Palazzo Duchi di santo Stefano, ci sarà la presentazione del libro dell’archeologo Sebastiano Tusa, Sicilia archeologica, che si concentrerà sui caratteri e i percorsi dell’isola dal Paleolitico all’Età del bronzo, nei contesti del Mediterraneo. All’interno della rassegna TaoCultura promossa dal vicesindaco e assessore alla Cultura, Mario D’Agostino, la città ospiterà uno dei massimi rappresentanti dell’archeologia. L’incontro verrà condotto da Milena Romeo, presidente di Cara beltà-Sicilia e curatrice della sezione, e interverranno Il sindaco Eligio Giardina, l’assessore alla Cultura Mario D’Agostino, Il Soprintendente ai Beni Culturali della Provincia di Messina Rocco Scimone, Il direttore del Parco Archeologico Maria Costanza Lentini, l’autore Sebastiano Tusa, Soprintendente al Mare- Regione Siciliana. Sebastiano Tusa è una figura di primo piano nel suo settore. È sufficiente ricordare, a tal proposito, che dal 1972 ha partecipato o diretto missioni e ricerche archeologiche in Italia, Iraq, Iran, Pakistan, e Turchia. È attualmente direttore delle Missioni Archeologiche in Sicilia, Libia e Giappone. Ha condotto numerosi scavi archeologici in Sicilia, Lazio e Campania. Inoltre è autore di circa 600 opere, tra monografie e saggi scientifici e divulgativi.

Il suo nuovo libro, Sicilia archeologica, studia in modo sistematico e avvincente i caratteri dell’isola dal Paleolitico all’Età del bronzo, nei contesti del Mediterraneo. Il libro si compone di un saggio autobiografico che evidenzia le radici di una scelta professionale maturata non senza problematiche esistenziali; di un testo sulla storia dell’evoluzione epistemologica del pensiero scientifico inerente l’identità italica; da un inquadramento storico-filosofico-archeologico sul Mediterraneo; di un saggio su Paolo Orsi, doveroso tributo trattando di preistoria e protostoria siciliane. L’autore tratta inoltre tema della religiosità dei popoli primitivi della Sicilia e quello dell’insorgenza agro-pastorale in Sicilia, ossia della transizione tra le società di cacciatori e raccoglitori e quelle di agricoltori e pastori. Nel saggio conclusivo l’archeologo fa un approfondimento sulle reali radici identitarie del popolo siciliano, dimostrando che la Sicilia non è soltanto un’isola, ma un arcipelago di culture, religioni, popoli e tradizioni.

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