Pietro Barca, prima incendia la Bmw e dopo si siede al tavolino del bar – Erano le 19.32 quando è scattato l’allarme nel Commissariato di Polizia di Taormina in seguito all’ennesimo tentativo di incendiare una macchina da parte di Pietro Barca (già arrestato nel 1998 per aver incendiato un’automobile). Nel tardo pomeriggio di ieri, infatti, nei pressi della gioielleria Spadaro in via Pirandello, l’uomo stava per compiere l’ennesimo atto incendiario nei confronti di un’automobile. Ma la volante della Polizia di Stato di Taormina si è fiondata sul posto ed è riuscita ad arrestarlo. Le forze dell’ordine del Commissariato taorminese, a quel punto, hanno visionato le telecamere della gioielleria in cui si vedevano, in maniera chiara, le immagini dell’uomo mentre dava fuoco alla Bmw posta davanti la gioielleria. Pietro Barca era seduto nel bar vicino alla gioielleria, prima di compiere l’atto incendiario, e a un certo punto si è alzato, ha preso una tanica di benzina nella sua moto ape ed è andato vicino all’automobile di proprietà del gioielliere. A quel punto ha cosparso di benzina la macchina e le ha dato a fuoco. In seguito, con una calma impressionante, si è seduto al tavolino del bar.

L’intervento repentino del Commissariato di Taormina – In quel frangente il proprietario della gioielleria lancia l’allarme e, a sorpresa, il piromane gli dà aiuto. Ma le immagini delle telecamere private della gioielleria e quelle del comune di Taormina, ovvero la videosorveglianza situata a Porta Messina, hanno permesso di individuare il colpevole. Pietro Barca si trova agli arresti domiciliari e attenderà l’udienza del 22 dicembre, anche se continua a professarsi innocente sia per i fatti di questi giorni che per quello avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri. Il Commissariato della Polizia di Stato, intanto, ha avviato delle indagini per capire se c’è una relazione tra questo fatto e quelli delle altre automobili incendiate. Sta di fatto che il pronto intervento della Polizia di Taormina ha posto fine ad atti incendiari che stavano preoccupando e non poco le cittadine e i cittadini della città. Si è trattato di un intervento repentino, che dimostra ancora una volta l’impegno del Dirigente del Commissariato della Polizia di Stato, Vincenzo Coccoli, e delle donne e degli uomini che ogni giorno lavorano per rendere Taormina una città tranquilla.

Quelle dichiarazioni di aprile del Dirigente Coccoli sull’importanza della videosorveglianza – Se è vero che ben sei automobili sono state bruciate in quattro giorni, è altrettanto vero che il sistema di prevenzione ha dimostrato di funzionare bene, perché il cerchio si è chiuso rapidamente e senza esitazioni. Il Commissariato di Taormina, oltre alla tempestività, si è avvalso delle telecamere di videosorveglianza che hanno dimostrato la loro importanza in una città come la Perla dello Jonio. Del resto, il 15 aprile 2015 il Dirigente Coccoli aveva rilasciato delle dichiarazioni a BlogTaormina in cui sottolineava, in tempi non sospetti, dell’importanza del sistema di videosorveglianza per le forze dell’ordine e per la sicurezza della città: «Le volanti attraversano la città, ma il territorio è così ampio e pur individuando gli obiettivi sensibili non si può garantire una vigilanza costante 24 ore al giorno. Dunque gli atti vandalici vanno combattuti con il sistema di videosorveglianza», aveva affermato il dottor Coccoli. Considerazioni che, a distanza di mesi, hanno dimostrato la loro veridicità. È anche grazie al sistema di videosorveglianza, in effetti, che si è potuto risolvere in tempi molto brevi quello che poteva tramutarsi in un vero e proprio caso in grado di gettare discredito su Taormina.

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