industria alberghiera
Hotel San Domenico

L’industria alberghiera, impropriamente chiamata così poiché a differenza di Rimini o di Venezia a Taormina ciò che è avvenuto, in nome dell’ospitalità, è mettere a disposizione palazzi storici agli stranieri che giungevano in città, è nata ed è risaputo nel 1864 grazie a Otto Geleng e alla famiglia La Floresta. La modernizzazione in campo alberghiero e turistico fu dovuta poi alla lungimiranza degli stranieri che frequentavano allora Taormina che aiutarono La Floresta prima e altri, che presto seguirono il suo esempio, a trasformare queste ville antiche ubicate in posti strategici in veri e propri alberghi raffinati. Ci vollero certo molti anni però: i grandi viaggiatori del Grand Tour, infatti, lo abbiamo già scritto altre volte, pur apprezzando la bellezza mozzafiato della cittadina e l’ospitalità scrivevano di stanze fredde, ammobialite con vecchi e poveri mobili, disorganizzazione e confusione in quelle che all’inizio erano delle semplici locande più che veri e propri alberghi. Leggendo il libro “Beehive” del dottor Filippo Calandruccio, direttore per moltissimi anni dell’azienda autonoma di soggiorno e turismo di Taormina, scopriamo che l’esempio dei La Floresta fu seguito da molti e non solo taorminesi doc ma anche molti stranieri che giunti per una breve villeggiatura decisero di vivere e spostare i loro affari proprio a Taormina.

Dopo il Timeo, infatti, la famiglia Marziani fondò l’Hotel Vittoria; i Paladino l’Hotel Metropol; la famiglia Bambara aprì il Diodoro; i Bottari l’Hotel Internazionale; la famiglia Silicato l’Hotel Castello a Mare; la grande famiglia Lo Turco inaugurò l’Hotel Miramare; gli Sciglio l’Hotel Bristol e un altro ramo della famiglia Villa Nettuno, la famiglia Triscari aprì La Pensione Campanella e i Cuscona l’Hotel Vello D’Oro. Nel contempo il tedesco Schuler apriva l’omonima pensione; il danese Morgensen inaugurava Villa San Pietro; la danese Sofia Rijs trasformò la sua Villa in albergo; l’olandese Berta Breveè fondò l’Hotel San Pancrazio. Ma ancora molti lungimiranti imprenditori locali e non decisero di sfruttare Taormina mare e cominciarono a costruire sulla spiaggia come Salvatore Bambara o il note industriale Trawella. L’avvenimento più importante fu sicuramente la trasformazione di un antico convento dedicato a San Domenico in un grande albergo nel lontano 1896. Anche se il tempo, le guerre, le ricorrenti crisi economiche, e soprattutto la mancata progettazione di attività e iniziative capaci di incentivare il turismo nell’ottica di una politica realmente portavoce di questo territorio, ancora oggi la vocazione alberghiera taorminese si basa sull’ospitalità che in molti casi è portata avanti dai figli e dai nipoti di queste famiglie a cui non può non andare il nostro grazie. (Mi scuso sin da ora se ho dimenticato di citare qualcuno).

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