Taormina dissesto economico
Conferenza stampa sullo scampato default. Da sinistra, Gaetano Callipo, Eligio Giardina, Antonio D'Aveni, Michelangelo Lo Monaco, Mario D'Agostino

Eligio Giardina: «Cosa sarebbe successo se la sezione della Corte dei Conti di Roma avesse dichiarato il dissesto?» – Si è svolta questa mattina la conferenza stampa convocata dal sindaco Eligio Giardina in seguito alla decisione della sezione riunita della Corte dei Conti di Roma di dare la possibilità all’ente di ripresentare il Piano di riequilibrio economico finanziario entro il 30 giugno 2016. Il presidente del Consiglio comunale, Antonio D’Aveni, ha ringraziato l’Aula che «nelle occasioni importanti “ha fatto quadrato” per il bene della città. È stata fatta giustizia e sarà fatta in futuro, del resto sarebbe stata una beffa dichiarare il dissesto economico finanziario del comune di Taormina. Adesso rimbocchiamoci le maniche per presentare un Piano di riequilibrio entro il 30 giugno 2016». Il sindaco di Taormina, Eligio Giardina, ha detto: «Cosa sarebbe successo se la sezione della Corte dei Conti di Roma avesse dichiarato il dissesto? Per fortuna non è accaduto per motivi politici e amministrativi. Abbiamo scelto dei professionisti dal punto di vista contabile e legale. Gli avvocati hanno saputo presentare delle integrazioni che hanno fatto tornare sui propri passi la Corte dei Conti. L’emendamento è stato frutto di una attività politica, perché è stato presentato e costruito dalla sintesi dei protagonisti politici locali. Il primo firmatario è stato l’onorevole Capodicasa con l’onorevole Lo Monte, poi l’hanno sostenuto l’emendamento gli onorevoli Garofalo e D’Alia».

In attesa dell’ok dal Senato – L’emendamento, però, non è legge. In quanto ha ottenuto il via libera dalla Commissione parlamentare, dalla Camera dei Deputati, ma attende l’ok del Senato.  Ma è sull’emendamento che si è concentrato il primo cittadino Eligio Giardina: «Non è stato il motivo principale che ha spinto la sezione della Corte dei Conti di Roma a prendere una decisione del genere. La sostanza è stata data dalle controdeduzioni fatte dai legali e dai contabili del comune di Taormina. Il comune non può andare in dissesto, perché abbiamo avuto degli effetti positivi. Il Tribunale di Catania ha condannato Impregilo a pagare 30 mila euro, per esempio, per non parlare della condanna in appello a Novamusa. Sono arrivati 6 milioni e 200 mila euro dalla Cassa depositi e prestiti, quindi come potevano mandarci in dissesto? L’estratto conto della situazione finanziaria del comune, per la prima volta da diversi anni, parla chiaro e dice che il comune non ha debiti bancari. Abbiamo la possibilità di progettare, di guardare avanti. Adesso andranno guardati bene i conti, andrà rimodulato il Piano di riequilibrio».

Le precisazioni dell’avvocato Callipo – Nella conferenza stampa è intervenuto anche l’avvocato Callipo, che ha evidenziato le tre linee di intervento che hanno portato la Corte dei Conti di Roma a trarre le conseguenze che ormai conosciamo: «La prima linea di intervento ha fatto leva sul livello istituzionale. La modifica normativa che è stata supportata da vari onorevoli e si fondava su una considerazione, ovvero se lo Stato italiano anticipava liquidità a comuni con piano di riequilibrio, gli enti stessi erano autorizzati a realizzare una modifica del Piano. In sostanza abbiamo veicolato un emendamento che ha avuto un positivo riscontro in Parlamento. Ci sono buone probabilità per l’approvazione dell’emendamento, che è a saldi invariati. Quindi non vi sarebbe nessun aggravio di spese per l’erario. Abbiamo anche predisposto un ricorso in grado di reggere il vaglio delle sezioni riunite della Corte dei Conti. Il Piano di riequilibrio ha i requisiti della sostenibilità. Anche se i conti non sono a un livello di virtuosità, le ultime decisioni del Consiglio comunale hanno evitato il peggio. L’altra leva di intervento sulla quale si poggia il piano di riequilibrio e che richiede la collaborazione dei cittadini, è quella del miglioramento delle entrate. Purtroppo negli anni scorsi c’è stata una gestione delle entrate comunali non in linea con i criteri normativi. C’è una grandissima evasione delle imposte comunali, c’è un’attività del soggetto incaricato alle riscossioni che non ha raggiunto gli obiettivi fissati. Bisogna agire sui meccanismi delle entrate e delle riduzione delle spese. Adesso può iniziare un percorso virtuoso, in modo da far tornare Taormina al prestigio del passato. Se l’emendamento dovesse passare, il termine per la presentazione del nuovo piano di riequilibrio è fissato al 30 giugno 2016. Il comune, con approvazione del Consiglio comunale, dovrà approvare il Piano e inviarlo alla commissione ministeriale per la stabilizzazione finanziaria degli enti locali. Un iter che richiederà molti mesi. Il Piano poi verrà riesaminato dalla sezione della Corte dei Conti di Palermo».

Michelangelo Lo Monaco: «Ringrazio i dipendenti comunali che hanno lavorato fino a mezzanotte per raggiungere questo risultato, i cosiddetti “fannulloni” della Pubblica amministrazione» – Soddisfazione è stata espressa anche dall’avvocato De Luca: «Ci siamo focalizzati sul contenzioso che è stato lo snodo fondamentale e sarà la leva per ribaltare in maniera positiva le finanze del comune. Con Impregilo, in questi anni, ci sono stati gravi provvedimenti giurisdizionali nei confronti della Impregilo». L’assessore al Bilancio, Salvo Cilona, ha detto che «i risultati ci hanno dato ragione». Mentre il segretario generale Michelangelo Lo Monaco ha dichiarato: «Era un giudizio su una gestione di decenni e non sul singolo atto. Nel 2012 il Piano di riequilibrio economico finanziario non è stato presentato e non va dimenticato un aspetto del genere. In farmacia, evidentemente, ancora non vendevano le pillole del coraggio. Ma noi siamo andati avanti sulla strada del risanamento. Ringrazio i dipendenti comunali che hanno lavorato fino a mezzanotte per raggiungere questo risultato, i cosiddetti “fannulloni” della Pubblica amministrazione».

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