Auto incendiata - Foto di Saro Laganà
Auto incendiata - Foto di Saro Laganà

Sesta auto bruciata a Taormina. Questa volta si tratta di una Bmw di un cittadino di Giarre, parcheggiata in via Pirandello a circa 50 metri di distanza da Porta Messina. Ma questa volta è andata in maniera diversa rispetto alle ultime volte, perché il proprietario dell’autovettura ha visto ciò che stava accadendo e ha avuto una colluttazione con il presunto piromane. Si tratta di un taorminese tra i 46 e i 50 anni che vende pesce in città. Sul posto è intervenuta la Polizia Municipale e la Polizia di Stato, che ha condotto l’uomo in Commissariato. Vedremo se si tratta dello stesso responsabile degli altri incidenti accaduti in questi ultimi quattro giorni. Già, non sono trascorse neanche 24 ore dall’ultima automobile andata in fiamme e il caso che aveva preoccupato le cittadine e i cittadini di Taormina potrebbe essere risolto. Meglio andarci con i piedi di piombo. Meglio essere cauti e non condannare nessuno. In occasioni del genere, del resto, è meglio attendere le indagini da parte delle forze dell’ordine. Quello che si può dire, adesso, è che sono state bruciate sei automobili in quattro giorni. Numeri non indifferenti in una realtà come quella taorminese.

Il primo evento si era verificato il 14 dicembre al terminal bus di Taormina, quando una Seat, parcheggiata nello spiazzale, era avvolta dal fuoco che è arrivato, in parte, anche su altre due automobili (Renault e Suzuky). Era la macchina del padre di un noto avvocato taorminese che vive in via Pirandello. Due giorni dopo, il 16 dicembre, un’altra auto era andata in fiamme lungo via Roma (nei pressi dell’Hotel san Domenico). Si trattava di una Fiat Punto targata Milano e di proprietà di un commerciante locale. I Carabinieri avevano iniziato ad indagare sulla vicenda, anche se era difficile trovare un collegamento tra tutti i fatti che si sono susseguiti nelle ultime ore. Del resto i Vigili del Fuoco intervenuti ad ogni auto in fiamme non avevano trovato elementi che facevano pensare a un incendio doloso. L’ultimo avvenimento, però, potrebbe aver chiuso il cerchio. Potrebbe essere il collegamento che le forze dell’ordine stavano cercando. Si, potrebbe. Perché ancora non c’è alcuna certezza sull’uomo tra i 46 e i 50 anni fermato in serata in via Pirandello, a poca distanza da Porta Messina.

Si, Porta Messina. La zona dove si trova l’ultima telecamera che fa parte del sistema di videosorveglianza comunale. Un sistema che sarebbe dovuto entrare pienamente in funzione il 20 novembre, ma per problemi burocratici le telecamere posizionate lungo il centro storico della città non sono ancora operative al 100 per cento. Ma questa vicenda, che si spera conclusa, delle auto bruciate a Taormina, ha messo in luce, anche se non c’era bisogno, l’importanza del sistema di videosorveglianza in una città come la Perla dello Jonio. Intanto il taorminese fermato questa sera, che di solito vende pesce nelle vie della città, si trova in Commissariato.

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