Presidente Consiglio Comunale

Possibili modifiche allo Statuto comunale – Le prossime settimane si preannunciano infuocate per la politica taorminese. Neanche il tempo di incassare la notizia da Roma, che da tempo fino al 30 giugno per ripresentare il Piano di riequilibrio economico finanziario del comune di Taormina, che la maggioranza scricchiola sotto i colpi di una delibera di Consiglio comunale depositata al protocollo generale in questi giorni. Sei consiglieri comunali dell’opposizione, Alessandra Caltabiano, Pinuccio Composto, Nunzio Corvaia, Carmelo Valentino, Piero Benigni e Graziella Longo, hanno presentato una richiesta in cui chiedono un adeguamento dello Statuto del comune alla normativa nazionale e regionale. E quale sarebbero i rischi per la maggioranza della Perla dello Jonio? Il pericolo è sintetizzato in due punti. Il primo è che con questa modifica entrerebbe in vigore la possibilità di sfiduciare il presidente del Consiglio comunale tramite una mozione firmata da almeno un quarto dei consiglieri e l’altro pericolo per la maggioranza sta nel fatto che questa proposta di delibera è stata firmata non solo da sette consiglieri comunali d’opposizione, ma anche da Vittorio Sabato, vicepresidente del Consiglio comunale ed esponente della maggioranza.

La maggioranza rischia di spaccarsi di fronte a questa delibera – Nei prossimi giorni, dunque, potrebbe aprirsi un problema politico a Palazzo dei Giurati. Qualcosa non va, c’è maretta e del resto Vittorio Sabato nei consigli comunali non ha risparmiato critiche al presidente del Consiglio Antonio D’Aveni, il quale più volte l’ha richiamato a mantenere un comportamento rispettoso nei confronti dell’Aula. In questo modo, appoggiando la delibera dell’opposizione, Vittorio Sabato potrebbe fare uno sgambetto non solo al presidente del Consiglio comunale, ma anche alla maggioranza che a quel punto potrebbe trovarsi spaccata, considerando che nel gruppo politico di Antonio D’Aveni, Intesa democratica, ci sono due consiglieri comunali come Giovanni Leonardi e Salvatore Abbate. Intanto l’opposizione tesse la sua tela e sottolinea che «l’anno di entrata in vigore dello Statuto del comune di Taormina risale al 1993 e quindi è necessario un suo adeguamento».

Al centro della proposta la possibilità di sfiduciare il presidente del Consiglio comunale – La modifica sostanziale, come detto, riguarda il presidente del Consiglio comunale e la possibilità di sfiduciarlo. Una revoca che dovrebbe essere firmata da un quarto dei consiglieri comunali e approvata per appello nominale da almeno due terzi del componenti del Consiglio. Una richiesta che dovrebbe essere messa in discussione non prima di tre giorni e non oltre quindici giorni dalla sua presentazione. Ma l’altra modifica significativa dello Statuto comunale è che, in caso di sfiducia all’attuale presidente del Consiglio comunale, spetterebbe al vicepresidente in carica, ovvero Vittorio Sabato, la presidenza dell’assemblea. Una carica ambita da Sabato dai primi giorni in cui era nata la giunta Giardina. Nella richiesta dell’opposizione non c’è nulla di scandaloso e sorprendente, ma balza all’attenzione pubblica, in base agli equilibri politici della maggioranza, che tra le firme alla proposta ci sia anche quella del vicepresidente del Consiglio comunale Vittorio Sabato. Una crepa, sempre più profonda, potrebbe aprirsi nella maggioranza.

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