Taormina, Default
Taormina, Palloza dei Giurati

Un giorno storico – Taormina con il fiato sospeso. Si attende nel pomeriggio la sentenza della sezione della Corte dei Conti di Roma, che si dovrà esprimere sul ricorso presentato dal comune di Taormina in seguito alla bocciatura del Piano di riequilibrio economico-finanziario dell’ente. Intanto trapelano alcune notizie che la politica taorminese ha tenuto celate fino all’ultimo momento. Nelle ultime ore, infatti, la Procura della Repubblica della Corte dei Conti ha chiesto il rigetto del ricorso del comune della Perla dello Jonio. Nonostante questa presa di posizione, il sindaco Eligio Giardina è ottimista e allontana l’ipotesi default: «Ci sono spiragli importanti, perché dieci punti contestati dal comune sono stati messi in discussione ed è un fatto espositivo. Non vorrei finisse come con Garlasco, ma in queste settimane abbiamo ricevuto notizie positive da alcune sentenze significative, come Impregilo e Novamusa».

Sindaco, assessore, segretario e avvocati sono nella Capitale – A Roma, intanto, si trova il sindaco di Taormina Eligio Giardina, l’assessore al Bilancio Salvo Cilona, il segretario generale Michelangelo Lo Monaco, gli avvocati incaricati dal comune a difendere l’ente Gaetano Callipo, con studio legale a Gioia Tauro, Marcello Scurria con studio a Messina e Pietro De Luca con studio a Catania. È una giornata storica per Taormina, che rischia di andare in default e questa sarebbe una notizia incredibile e assurda, considerando la grandezza geografica della città e gli introiti annuali incassati dalla terrazza che si affaccia sul Mediterraneo. Se, però, la sezione della Corte dei Conti di Roma accoglierà il ricorso dei legali del comune di Taormina e quindi l’esito romano sarà positivo, l’amministrazione comunale potrà andare avanti nella sua attività e magari avere un nuovo slancio per portare a compimento le promesse fatte in campagna elettorale. In un contesto del genere, è bene ricordare, che il Piano di riequilibrio economico-finanziario potrebbe essere rifatto.

Cosa succederà in caso di bocciatura? – Invece se dovesse arrivare la tanto temuta bocciatura, il Presidente della Regione Sicilia, entro 20 giorni, dovrà chiedere al Presidente del Consiglio comunale di Taormina di convocare una seduta consiliare per dichiarare il dissesto economico-finanziario. A quel punto arriveranno tre commissari, oppure ne potrebbe giungere anche uno soltanto in città. Questo dipenderà dalle disposizioni istituzionali. Il Bilancio comunale dovrebbe essere diviso in due parti. Il Bilancio fino al 31 dicembre 2014 sarà di competenza del commissario, o dei commissari, mentre il Bilancio attuale rimarrà in ordinaria amministrazione. Nel momento in cui viene dichiarato il dissesto del comune, sindaco, giunta e consiglio resteranno in carica ma verrebbero coadiuvati dai commissari designati dal Ministero degli Interni. L’Ente dissestato, inoltre, è tenuto ad approvare un nuovo bilancio, basato principalmente sull’elevazione delle proprie entrate al livello massimo consentito dalla legge, vale a dire che tutte le tasse comunali (IMU, addizionale comunale, TARSU) saranno aumentate il più possibile fino ad arrivare al tetto massimo consentito dalla legge, basato, inoltre, sul contrasto all’evasione e sul contenimento di tutte le spese.

© Riproduzione Riservata

Commenti