Matrimoni Palazzo Duchi Santo Stefano
Palazzo Duchi di Santo Stefano

Piero Benigni: «Facciamo un servizio senza guadagnare nulla» – “Vi dichiaro marito e moglie”. Una delle frasi più celebri e ascoltate nel mondo, a Taormina è sempre meno frequente. Almeno non la si sente più al Palazzo dei Duchi di santo Stefano, dove vengono celebrati i matrimoni civili. Gli ultimi dati, infatti, parlano chiaro. C’è un totale di costi che corrisponde a 64.810 euro e un incasso globale di 65.500 euro. In sostanza non c’è alcun guadagno dai matrimoni che si svolgono alla Fondazione Mazzullo. Numeri che parlano chiaro, cifre che svelano i problemi di un settore che potrebbe aiutare, e non poco, le precarie casse comunali. Sulla vicenda è intervenuto il consigliere comunale del Partito Democratico, Piero Benigni, che ha messo in luce la questione delle sale dei matrimoni. «C’è un totale di costi di 64.810 mila euro e un incasso di 65.500 mila euro. Una follia totale, perché facciamo un servizio senza guadagnare nulla. Se non riusciamo a produrre nemmeno con i matrimoni, vuol dire che c’è un grave problema alla base».

«Abbiamo dilapidato un patrimonio, perché non siamo riusciti a fare diventare questo introito una forza per la nostra città» – Piero Benigni, inoltre, ha ricordato che durante l’amministrazione di Mauro Passalacqua era stato approvato un regolamento ben preciso per valorizzare proprio i matrimoni al Palazzo Duchi di santo Stefano: «Avevamo approvato il regolamento durante l’amministrazione Passalacqua con un impegno ben preciso: far diventare questi matrimoni un introito fondamentale per la città». Benigni, in seguito, si è soffermato sulle modalità attuali con cui vengono svolti i matrimoni: «Non sono soddisfatto per il servizio offerto, per il modo con cui si fa propaganda per il servizio disponibile. Abbiamo dilapidato un patrimonio, perché non siamo riusciti a fare diventare questo introito una forza per la nostra città». Oltre le critiche, l’esponente del Pd ha dato dei suggerimenti per l’immediato futuro: «Il primo piano del Palazzo non è accessibile per i diversamente abili. Possiamo iniziare a pensare a luoghi alternativi? Confrontiamoci. Offrendo un servizio migliore, la gente sarà disposta a pagare».

Pina Raneri e l’ipotesi di spostare la sede dei matrimoni civili – Dal Pd, dunque, c’è la disponibilità a rivedere la località in cui svolgere i matrimoni civili e l’assessore della giunta Giardina, Pina Raneri, è intervenuta sulla questione sottolineando l’importanza dei matrimoni per la città di Taormina: «Si potrebbero svolgere al giardino pubblico, nella casetta all’ingresso. È una soluzione». Sta di fatto che questo ingresso non può essere banalizzato da una città che attrae turisti, viaggiatori e cittadini da ogni parte del mondo, che spesso e volentieri scelgono la Perla dello Jonio come meta ideale per sposarsi e trascorrere una giornata indimenticabile nelle loro vite. I matrimoni sono legati alla storia di Taormina e non si tratta di una questione soltanto economica, anche se da lunedì a venerdì per ogni matrimonio il comune incassa 600 euro e il fine settimana incassa 800 euro.

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