Giubileo a Taormina, apertura della Porta Santa (Foto Ernesto De Luna)
Apertura della Porta Santa nella Cattedrale di Taormina

L’apertura da parte di Monsignor Tripodo – È stata una giornata storica per Taormina. L’apertura della Porta Santa nella Cattedrale cittadina è uno di quei momenti destinati a entrare negli annali di Taormina. La celebrazione è iniziata con una messa stazionale dalla Chiesa di Santa Caterina, dove clero e popolo di Dio si sono riuniti per procedere in processione verso la Cattedrale, in cui si trovava una folla di persone pronte ad attraversare l’uscio santo. Con l’arrivo del corteo, il delegato ad omnia Monsignor Tripodo ha aperto la Porta Santa, insieme a un disabile, con un’invocazione prevista nel cerimoniale: «Aprite le porte della Giustizia, entreremo a rendere grazie al Signore» e in seguito ha affermato: «È questa la porta del Signore: per essa entriamo per ottenere misericordia e perdono». La celebrazione eucaristica si è svolta come da consuetudine e infine c’è stato un omaggio mariano con l’incensazione dell’icona “La Non Manufatta”, accompagnata dal canto del Salve Regina.

Monsignor Tripodo: «Abbiamo bisogno di incontrare la bellezza di Dio, che è Misericordia» – Tra i presenti c’erano altri rappresentanti religiosi, come gli ortodossi, i luterani e gli anglicani. Diversi anche i sindaci della zona: Orlando Russo di Castelmola, Nello Lo Turco di Giardini Naxos, l’assessore Mariateresa Rammi di Letojanni e per Taormina c’era il vicesindaco Mario D’Agostino, il presidente del Consiglio comunale Antonio D’Aveni e l’assessore Pina Raneri. Monsignor Tripodo, durante l’omelia, ha sottolineato che «questo Anno Giubilare è un regalo che Dio fa a tutti gli uomini di buona volontà, non solo ai cattolici. È un annuncio di gioia e di Misericordia. Non solo per noi cattolici, ma per tutti coloro che aderiscono a qualsiasi religione. Anche per i non credenti. È un Giubileo per tutti gli uomini, come ha detto Papa Francesco. Ciascuno di noi ha bisogno di Misericordia. Abbiamo bisogno di incontrare la bellezza di Dio, che è Misericordia e si manifesta, si esplicita in modo forte, unico, per noi cristiani, in Cristo. È Lui il volto della Misericordia del Padre».

Monsignor Carmelo Lupò: «Quella aperta è una Porta che sembra secondaria, ma in realtà è un percorso significativo» – Monsignor Tripodo ha proseguito nell’omelia sottolineando che «la Porta Santa è stretta, ma siamo passati tutti e abbiamo riempito il Duomo. È stretta, ma c’è posto per tutti. Quella Porta rappresenta la volontà di aprire il cuore, che qualche volta è angusto, egoista, orgoglioso, arrogante, prepotente. Ma non così non è il cuore di Dio, che è sempre una Porta aperta. Una Porta spalancata, dove c’è spazio per il dialogo, il confronto, l’accoglienza, il perdono», ha concluso il celebrante. Infine ha preso la parola Monsignor Carmelo Lupò, che ha sintetizzato il suo intervento in tre parole: «Benvenuti, grazie e arrivederci. La Misericordia è camminare, non solo entrare e uscire da una porta». Monsignor Lupò ha spiegato il motivo che ha spinto ad aprire la porta laterale, quella alla destra della Cattedrale. «Noi, a differenza delle altre cattedrali, abbiamo fatto una scelta diversa. Quella aperta è una Porta che sembra secondaria, ma in realtà è un percorso significativo. È la porta inaugurata a Taormina per i diversamente abili qualche anno fa». Monsignor Lupò si riferisce alla Porta aperta il 24 settembre 2000, che era stata resa fruibile per far accedere in Basilica i disabili. «L’anno della Misericordia deve iniziare dalla condizione, dalla consapevolezza, che siamo tutti diversamente abili. La Miseria ci appartiene. Questa è la Porta che attraverseremo ogni giorno. In questo momento storico in cui si ergono barriere e muri, noi cristiani, grazie a questo Papa illuminato dallo Spirito Santo, possiamo dimostrare che è possibile fare l’esatto contrario», ha concluso Monsignor Carmelo Lupò.

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