Intervista Maria Teresa Papale

L’abbiamo sentita ieri, in un giorno per lei decisamente particolare. Forse avrebbe preferito essere a Parigi, come in tante altre occasioni in compagnia di Milena Privitera, una delle sue compagne di avventura nelle programmazioni e nello sviluppo di Arte & Cultura a Taormina. Ne approfittiamo per farle gli auguri visto che il giorno è speciale perché è il suo compleanno. Il dovere la chiama, non per l’arte e per la cultura stavolta, ma per reggere il ruolo piacevolmente faticoso di nonna “impegnata” di diversi nipoti di sangue e degli innumerevoli nipoti di cuore, che in una sorta di processione attraverso la città l’hanno accompagnata a festeggiare il giorno dei suoi natali.

È legatissima alla sua terra, e il suo amore e il suo impegno per l’arte e la cultura l’hanno portata alla fondazione di un’associazione con la quale è riuscita, già dalla nascita, a riunire in ottima sinergia, con gli stessi intenti, quindici associazioni e cento quarantuno artisti, taorminesi per nascita, adozione, o per affetto. In otto mesi sono stati realizzati quarantacinque eventi, tra mostre di pittura, concerti jazz, rock, lirici, sinfonici, a plettro, tutti di ottimo spessore culturale; e spesso gli eventi musicali ai svolgevano in suggestive cornici come il trecentesco Palazzo dei Duchi di Santo Stefano, la barocca ex-Chiesa del Carmine del Seicento, oltre che l’imponente Cattedrale dedicata a San Nicolò di Bari del XV° sec.

Un impegno costante e fruttuoso senza scopo di lucro, gli eventi, infatti, erano rigorosamente gratuiti, con l’unico desiderio di arricchire il panorama espositivo e culturale di Taormina e offrire a turisti e cittadini, la fruizione della bellezza dei luoghi e del territorio, il fascino dell’arte, e la luce della cultura. Da circa tre anni poi Spazio al Sud, altra creatura dell’associazione, è diventata una splendida vetrina anche per gli scrittori, allargando la partecipazione a tutte le persone che appartengono alla sfera culturale ed allo spirito della cosiddetta Magna Grecia e che di conseguenza include artisti di buona parte del meridione.

Viene subito da chiederle:

Maria Teresa, quanto la paga, anzi, quanto la ripagano l’arte e la cultura per il suo impegno?
«Credo che ciascuno di noi debba dare a questa città. Essere cittadini non vuol dire solo pagare le tasse, ma mettere tutto il proprio impegno, per migliorarsi e migliorare il mondo; dobbiamo imparare a non guardare all’ombelico, ma un po’ oltre, e alla comunità. Il mio impegno è quello che metto a disposizione degli altri, e ciò che mi ripaga è proprio questo creare una rete di condivisione tra gli artisti e gli addetti al settore. Fare per gli altri nutre l’animo di una persona che da ragazza voleva fare il medico. Vedere lo spirito di appartenenza del gruppo di scrittori presenti per la serata finale del 5 dicembre alla presentazione del libro “Pietra Lavica “di Paolo Sidoti, in “Spazio al sud” è già per me una grande soddisfazione. Li ho sentiti parte di una famiglia, e poi sono contenta, perché metto in luce i valori del nostro territorio».

Da quale spirito è nata la voglia di far nascere Arte & Cultura a Taormina e Spazio al Sud di cui è presidente?
«Io ho collaborato con Taormina Arte, quando si occupava del cinema dei grandi attori e del grande cinema, quando si vedevano sul palco registi del calibro di Wim Wenders e Fassbinder. Poi, per la bieca cecità politica, tutto è finito, e a me è sembrato che mancasse qualcosa alla città. Che mancasse innanzitutto spazio per gli artisti emergenti del territorio. Arte & Cultura a Taormina, e Spazio al sud sono nati essenzialmente come un omaggio a Taormina, e ai tanti che possedevano un humus culturale in comune, che poi è quello della Magna Grecia».

Con Spazio al Sud ha compreso, con progetti di più ampio respiro, tutto il meridione, e l’ho sentita dire in qualche intervista televisiva: «Noi siamo gente del Sud ed il Sud è pieno di talenti». Questa sorta di netta divisione deriva da cosa, è la rivendicazione di una autonomia, o un rifiuto delle dinamiche del “continente” ?
«No, non affatto una divisione, è solo una constatazione. Ho la sensazione che anche oggi la nostra cultura sia molto diversa dal veneto, è solo in questo senso una questione di identità territoriale. Anche se per me esiste una memoria storica, che mi fa leggere la storia di Garibaldi e del risorgimento come di un periodo in cui il sud ha subito danni reali, come l’espropriazione di attività fiorenti, come quella del lino e della seta, o della tecnologia delle ferrovie, non sono per una separazione ma per una affermazione della propria identità. E poi non sono per gli interessi del grande nome del red carpet, ma più per il tessuto di chi pur essendo emergente descrive la reale bellezza del territorio e ne rappresenta la vera anima. Si scommette sul talento, lavorando con artisti emergenti e piccole case editrici indipendenti».

Qualche tempo fa, a marzo di quest’anno ha scritto in una lettera aperta, dal finale tristemente amaro, del suicidio di Taormina Arte; è arrivata la morte definitiva o nutre ancora qualche speranza?
«Il problema è la volontà politica. Se chi ci sta lavorando, come Ninni Panzera, lo lasciano fare, da domani tutto potrebbe ripartire e si potrebbero trovare i soldi sia nel privato che nelle istituzioni, mentre oggi il sostentamento lo danno a grappolo e a volte per manifestazioni di tono minore».

Crede che l’arte sia in crisi specialmente a Taormina o che versi in uno stato di “indigenza spirituale” in tutto il paese, o anche nel mondo, vista la situazione globale?
Certo è nel mondo intero che c’è la crisi anche dell’arte, e paradossalmente, vista la situazione mediorientale Taormina potrebbe addirittura “approfittare” della situazione, proponendo anche nel suo inverno di sole e di l’oro climatico, artistico e culturale di cui è in possesso. Ma è un oro che bisogna mostrare, e tutto questo non può avvenire se non con una programmazione attenta ed oculata. Una passeggiata sul corso ed il mare non bastano per un’offerta turistica completa. È con l’impegno è la programmazione che io e Milena Privitera, in fondo due “casalinghe”, con 2000 euro investiti da Mennella e una grande determinazione siamo riusciti a fare certi numeri. Una copertura che va dal 14 febbraio al 15 dicembre, decine e decine di eventi in ogni ambito artistico, 15 autori che si affacciano al grande pubblico, 20 libri e il premio Elmo di Maugeri, e migliaia di cartoline pubblicitarie per la mostra di Malacarne».

E i progetti per il futuro?
«Fino all’ultimo mi batterò, risponde in un sorriso, per dare ai ragazzi e ai giovani ventenni, che non conoscono la bellezza con la B maiuscola, la consapevolezza che esiste una vita oltre il denaro e il cellulare. Una bellezza del territorio e dell’anima che si deve custodire e tramandare. Siamo piccoli, ma con loro cresceremo».

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