Novamusa
Teatro antico di Taormina

La Novamusa dovrà risarcire ben 19 milioni di euro tra regione e comuni – Notizie dalla Corte dei Conti. No, non si tratta di ultimissime sul possibile dissesto economico-finanziario del comune di Taormina. Questa risposta arriverà, come detto diverse volte, nella giornata di domani. La novità, invece, riguarda la Novamusa che è stata condannata anche in appello dalla Corte dei Conti. Rigettato, dunque, il ricorso della società che gestiva gli ingressi in alcune aree archeologiche della Sicilia, come il Teatro antico di Taormina. In sostanza è stata confermata la condanna che era giunta in primo grado. La Novamusa dovrà risarcire ben 19 milioni di euro che negli anni non erano stati conferiti a regione e comuni interessati. Gli incassi dei biglietti torneranno, a quanto pare, agli enti regionali e a quelli comunali. Per essere precisi, questi 19 milioni di euro verranno ripartiti secondo modalità ben precise: 16.032.328,09 euro alla regione Sicilia e i restanti ai comuni coinvolti. Alla città di Taormina spettando 965.909,01 euro, a quella di Siracusa 957.224,48 euro; alla città di Castelvetrano 391.992,04 euro, al comune di Calatafimi-Segesta 415.345,08 euro e infine al comune di Marsala 54.051,91 euro.

Quella convenzione non rispettata – In questo procedimento penale si trova sotto inchiesta Gaetano Mercadante, 51enne romano legale rappresentante delle imprese Novamusa Valdemone, Novamusa Val di Mazara e Novamusa Val di Noto. Mercadante, però, non è stato condannato dalla Corte dei Conti, in quanto non è stato contestato dalla Procura il dolo per il capo della Novamusa. Era il 2003 quando le imprese citate erano state incaricate dall’assessorato ai Beni culturali di occuparsi degli incassi di diverse aree archeologiche siciliane. In base a quella convenzione alla Novamusa spettava il 10 per cento degli incassi. Tutto il resto doveva essere trasferito, per il 70 per cento, alla regione e il 30 per cento al comune sul cui territorio si trova il bene archeologico. Sta di fatto che nell’affidamento, secondo la sentenza della Corte dei Conti, la Novamusa non avrebbe versato i soldi alla regione e ai comuni di Taormina, Siracusa, Castelvetrano, Calatafimi-Segesta e Marsala.

Cosa cambia per il comune di Taormina in vista del rischio default? – Quindi la sezione d’appello della Corte dei Conti ha rigettato il ricorso alla condanna di primo grado, condannando la società a risarcire circa 19 milioni di euro. La vicenda Novamusa, per il comune di Taormina, è una di quelle questioni che pesano come un macigno sul Piano di riequilibrio economico-finanziario e sul rischio default per l’ente della Perla dello Jonio. Un argomento ripreso dagli avvocati del comune di Taormina, che nel ricorso presentato alla sezione della Corte dei Conti di Roma hanno provveduto a notificare la sentenza con la quale la Corte dei Conti siciliana condannava la Novamusa a pagare all’ente taorminese 965 mila euro circa. Il comune, a quel punto, avrebbe provveduto a nominare il funzionario responsabile del procedimento di recupero della somma. In seguito la Novamusa aveva fatto appello e il comune si era costituito nel giudizio di secondo grado. Quindi, a causa di questa pendenza in appello, il comune non avrebbe potuto procedere in maniera esecutiva. Però l’ente avrebbe notificato un atto di diffida stragiudiziale intimando il pagamento di oltre un milione di euro. Infine, dopo il giudizio penale davanti al Tribunale di Civitavecchia nei confronti della Novamusa, il comune si era costituito parte civile. Adesso, con questa condanna anche in appello per la Novamusa, il comune di Taormina potrebbe avere un argomento in più in vista della decisione di domani che giungerà da Roma.

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