Hanukkah a Taormina. Rabbino Di Mauro: «Era dal 1492 che non si svolgeva la Festa delle Luci nella giudecca della città»
Feste delle Luci nella giudecca di Taormina

Un ricordo tenuto in vita dalla toponomastica – Gli ebrei a Taormina. Una presenza che affonda le sue radici nei secoli. Del resto è sufficiente ricordare come tra il IV e il V secolo d. C. risale un reperto archeologico che testimonia la presenza degli ebrei a Taormina. Si tratta di un mattone fittile ritrovato all’interno dell’Antiquarium del Teatro antico della Perla dello Jonio. Origini antiche e la storia degli ebrei a Taormina, come in tutta la Sicilia, è stata oggetto di persecuzioni e conversioni forzate. Purtroppo nella capitale del turismo siciliano rimane poco del passaggio degli ebrei in città. Più che altro il ricordo è tenuto in vita dalla toponomastica. Dal Corso Umberto di Taormina, infatti, è possibile scorgere, nella zona di Porta Catania, Vico Degli Ebrei, una Traversa Degli Ebrei e una Via Del Ghetto. Poi ci sono tre Stelle di David affisse sulla facciata di Palazzo dei Giurati, sede del comune di Taormina. Simboli posti per ricordare il passaggio del popolo ebraico dalla città. Segni chiari che mettono in luce come la giudecca di Taormina si trovava nella zona ad ovest della Cattedrale. Confinava con piazza Duomo, il Corso Umberto e l’antica piazza del Tocco, alle spalle del Palazzo dei Duchi di santo Stefano.

La Festa delle Luci – Il 10 dicembre, però, la storia degli ebrei a Taormina si è rifatta viva. Si è palesata quando il Rabbino Capo di Siracusa, Stefano Di Mauro, è giunto in città per la Festa delle Luci. Una festività ebraica, conosciuta in tutto il mondo come Chanukkah (o Hanukkah), che si è svolta nell’antica giudecca di Taormina alla presenza di alcuni ebrei che vivono in zona. A Giardini Naxos, per esempio, si trovano due famiglie ebree. Mentre a Taormina, a parte l’origine ebraica riscontrabile in molti cognomi, al momento non ci sono ebrei. «Dal 1492 non si era più festeggiata la Festa delle Luci a Taormina. Si tratta dell’antica lotta del popolo ebraico per la libertà religiosa. Siate tutti fieri di essere o di voler essere ebrei, perché il Signore ci ha dato l’opportunità della rinascita», ha detto il Rabbino Di Mauro che era venuto a Taormina già nel 2010 per una conferenza sull’ebraismo. La festa, che dura otto giorni, celebra la consacrazione di un nuovo altare nel Tempio di Gerusalemme, dopo la libertà conquistata contro i greci nel secondo secolo avanti Cristo. Si festeggia ogni anno a partire dal 25esimo giorno del mese di kislev: il rituale principale prevede l’accensione delle candele di un particolare candelabro a otto braccia chiamato chanukiah, come quello che veniva acceso all’interno del Tempio di Israele: questo rituale è previsto per tutti gli otto giorni della festività in tutte le comunità ebraiche ortodosse che ci sono in giro per il mondo che espongono le candele accese vicino alle finestre.

Rabbino Stefano Di Mauro: «C’è una volontà divina nel risorgimento dell’ebraismo» – Il Rabbino Stefano Di Mauro, che abbiamo contattato, ha voluto ricordare cosa significa essere ebrei in Sicilia nell’epoca contemporanea, sottolineando le sofferenze di questo popolo nei secoli. «La maggior parte degli ebrei siciliani, nel corso dei secoli, sono stati costretti a convertirsi al Cristianesimo. Oggi, invece, c’è una volontà divina nel risorgimento dell’ebraismo. Il Papa ha detto, nell’ultimo periodo, che nessuno deve convertire gli ebrei. È una notizia che mi ha fatto molto piacere. Il risveglio ebraico, ha proseguito il Rabbino, ha un significato religioso importante, considerando la libertà religiosa negata per troppo tempo al nostro popolo. Ciò che è auspicabile è creare un’atmosfera di pace con il riconoscimento della storia. Oggi saremmo stati 2 milioni circa in Sicilia se non ci fossero state le persecuzioni e le conversazioni forzate». Nei prossimi mesi, con ogni probabilità, il Rabbino Di Mauro tornerà in zona, forse a Giardini Naxos, dove terrà un corso sull’ebraico. Shalom aleikhem.

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