Il maestro elementare è uno dei mestieri più curiosi, innovativi, critici e forse gentili degli ultimi anni, bisogna lasciare loro lo spazio che meritano e, se da una parte la cronaca mette giustamente al rogo chi non rispetta ed abusa dei bambini, dall’altra parte ci sono milioni di insegnanti che lottano contro il precariato, che vivono del loro precariato. Ogni mattina con le loro penne colorate entrano a piccoli passi nelle vite di milioni di bambini curiosi di imparare, di raccontare e di essere coccolati dalla maestra, di prendere un buon voto per poter mangiare un gustoso gelato con la mamma. In un passato non troppo lontano, il maestro elementare guidava i propri studenti ad essere coscienti della libertà che i loro genitori gli avevano regalato opponendosi con forza e decisione al regime fascista, che nelle scuole italiane aveva il dominio assoluto delle menti e delle azioni ad esso correlate. Poi si è passati al maestro delle nozioni, si andava a scuola per imparare tante cose e fare quel passo in più che i genitori non erano riusciti a fare. Oggi che ruolo hanno maestri e maestre? Continuano ad educare e formare i bambini secondo i dettami della società in cui si trovano a vivere? Non è un compito facile, i maestri di oggi sono degli equilibristi che quotidianamente sono sul filo nell’affrontare i doveri che comporta il mestiere più antico.

Devono essere preparati dal punto di vista pedagogico nella teoria e nella didattica più innovativa, i bimbi si annoiano facilmente, bisogna che si mettano continuamente in discussione e leggano i manuali di pedagogia per cercare tra le righe la verità del saper fare educazione. Sono docenti che si trovano ad acconsentire quasi sempre alle richieste dei genitori ogni giorno più presenti nella scuola. Le esigenze dei bambini sono tante e variegate, si emozionano, piangono, ridono, litigano e dopo pochi minuti avvolgono l’adulto nei loro fiumi di parole, bisogna farsi trovare pronti nel saper giocare con il mondo che i piccoli scolari portano nel loro zainetto. I maestri devono aiutare, con le loro testimonianze, la scuola a riappropriarsi del proprio ruolo, di guida, di fruitrice di sapere, di mano tesa verso l’altro. Il maestro elementare rimane il mestiere per eccellenza, è un piccolo coltivatore che pianta i suoi semini con amore e dedizione, semi che un giorno diventeranno querce e torneranno nella loro piccola scuola di paese e in modo meraviglioso, dolce e continueranno ad insegnare la cultura e la vita.

© Riproduzione Riservata

Commenti