Sechezza oculare

La secchezza oculare interessa particolarmente le donne sopra i cinquant’anni, con manifestazioni che possono condizionare la vita. Bruciore, sensazione di corpo estraneo, fastidio per la luce, arrossamento, fino a dolore e annebbiamento visivo: sono i sintomi della sindrome dell’occhio secco. Questa condizione è molto diffusa ed è dovuta alla scarsa produzione di lacrime o a un’alterazione delle loro componenti. Le cause non sono sempre note, benché non di rado riconducibili a malattie autoimmuni come lupus eritematoso, artrite reumatoide, sclerodermia, disordini tiroidei. Altre forme sono invece legate all’eccessiva evaporazione del film lacrimale. Le donne sono più colpite dalla sindrome dell’occhio secco a causa delle variazioni ormonali che intervengono in gravidanza e ancor di più dopo la menopausa, quando si riduce la fisiologica produzione di lacrime. Il fenomeno è in crescita sia per l’inquinamento sia per il continuo uso di computer e smartphone, che riducono la chiusura involontaria delle palpebre, diminuendo la lubrificazione. Altri fattori che predispongono al disturbo sono l’età avanzata, il fumo, la permanenza in ambienti secchi o con aria condizionata. Terapie con farmaci antidepressivi, antistaminici, antipertensivi peggiorano la condizione.

Diagnosi – Le lacrime sono fondamentali per la salute dell’occhio. Svolgono un’azione protettiva, lubrificando costantemente e formando una sorta di pellicola che si interpone tra esso e l’ambiente esterno. Distribuendosi sulla superficie dell’occhio grazie alla chiusura delle palpebre, asportano tutte le sostanze estranee evitando l’attecchimento di germi. Il film lacrimale inoltre apporta sostanze nutritive e ossigeno alla cornea, priva di vasi sanguigni. Per il 90% le lacrime sono composte da acqua; la componente lipidica dello strato più esterno ne evita l’evaporazione. La diagnosi dell’occhio secco si basa sull’analisi del fluido lacrimale. Un esame oculistico ne rivela le alterazioni qualitative, mentre la quantità di secrezione viene valutata introducendo due striscioline di carta nella palpebra inferiore di ciascun occhio e misurando la porzione di carta inumidita dopo qualche minuto. Obiettivo della terapia, spesso solo sintomatica, è ripristinare la stabilità della pellicola lacrimale attraverso l’istillazione di lacrime artificiali.

Terapie – Sono in studio nuove terapie che in futuro potranno colmare i bisogni non soddisfatti di molti pazienti. La variante umana del fattore di crescita nervoso, molecola scoperta negli anni cinquanta da Rita Levi Montalcini, è attualmente in fase di sperimentazione in pazienti con sindrome dell’occhio secco da moderata a severa. I risultati di alcuni studi attualmente in corso per valutarne efficacia, sicurezza e tollerabilità sono attesi per il 2016.

© Riproduzione Riservata

Commenti