Giardini Naxos, il tradizionale Presepe nella Chiesa Madre Maria Raccomandata
Giardini Naxos, il tradizionale Presepe nella Chiesa Madre Maria Raccomandata

La Chiesa Madre Maria Raccomandata di Giardini Naxos si trova sulla via principale del paese, per intenderci quella che precede, in direzione Catania, la piazza del Municipio. All’interno dell’edificio santo si trova il Presepe, che occupa quasi per intero la Cappella del SS. Sacramento, la rappresentazione della Natività che ogni anno rallegra gli occhi dei fedeli, dei curiosi e soprattutto dei bambini. Una tradizione forte e da salvaguardare. Per tutti. Credenti o semplici “cristiani” che ci tengono a non perdere un legame con i ricordi della loro, della nostra giovinezza. Passateci se ne avete l’occasione. Fa bene. Anche per cinque minuti. Non so spiegarvelo. Forse da spiegare non c’è proprio nulla. Di fianco al presepe, al centro della navata, in altro c’è la statua della Madonna più bella del mondo! Lo so, sembra esagerato, ma io ci sono cresciuto in quella piazzetta. Per migliaia di persone quella Madonna è la più bella del mondo. E bella lo è davvero. Giunta dal mare nel marzo del 1853.

Il presepe, mi racconta Giancarlo Moschella uno dei realizzatori, è strutturato su tre livelli e la suddivisione consente una visione completa di tutte le sue parti. Vi troviamo la scena dell’Annunciazione, c’è la casa di Giuseppe, il Censimento, la Grotta con Maria e il Bambino, il bue e l’asinello. La Fuga in Egitto.

Ogni singolo pezzo, ogni casa, ogni particolare sono il frutto della passione e della cura che i giovani della parrocchia hanno messo nella realizzazione del Presepe. Ci mettono tanto tempo e impegno ogni anno. Le statuine che raffigurano i pastori sono alte dai 12 ai 19 centimetri e sono tratte dalla collezione Fontanini.

Ne abbiamo sentite di diatribe sul presepe di recente. Sui canali TV si è strumentalizzato senza pudore il simbolo e il significato di questa antica tradizione tipica del mondo cristiano. Ma non solo. Se c’è una cosa vera che ho sentito dire con inutile ironia dai saltimbanchi telepolitici è che nel presepe c’è una concentrazione di significati storici che coinvolgono tutti. Non solo i religiosi, né tantomeno cattolici o cristiani. Da dove scappavano Maria e Giuseppe e da chi. Dov’è nato il figlio di Dio e quale colore avesse la sua carnagione. Quale sarà il suo messaggio per l’umanità intera.

Ma questo poco importa in questa storia. Il presepe va fatto. E anche fuori dalle mura di una Chiesa. A casa. Nella palestra che stancamente ci sforziamo di frequentare. Dal parrucchiere e nel negozio della vecchia “signuruzza” giusto dietro l’angolo. Rappresenta il nostro più vivo legame con quanto di più bello ci riporta a quando eravamo bambini. Ci ricorda i nostri padri e ancor di più i nostri nonni che per molti non ci sono più da tanto tempo. Ci ricorda Eduardo e casa Cupiello. Personalmente mi chiedo, che fastidio possa dare anche farlo nelle nostre scuole. Condividiamolo. Spieghiamo ai nuovi italiani quanto ci teniamo. E’ un regalo in fondo.

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