Mario Galeani
Mario Galeani

Siamo a Giardini Naxos. E’ domenica pomeriggio e finalmente dicembre ci regala qualche idea d’inverno. Siamo seduti sul divano di casa Galeani, sorseggiando un Cardinal Mendoza e di fronte a noi uno splendido Steinway gran coda. Immenso e potente. Mi appresto a dar vita ad una lunga ed emozionante chiacchierata con Mario Galeani, pianista di fama internazionale, concertista e insegnante. Il maestro con nonchalance ed umiltà inizia a raccontare la sua carriera, i suoi inizi e le sue tappe più importanti. L’attualità del panorama musicale e culturale italiano. I progetti imminenti, la passione e la dedizione nell’insegnare l’arte del pianoforte e della musica ai giovanissimi.

Credetemi, riassumere il lungo e prestigioso curriculum del Maestro Galeani è cosa assai ardua. Egli è considerato uno dei più importanti pianisti italiani. Deve la sua rigorosa formazione al compianto e celebre Maestro Aldo Ciccolini, cosi, tanto per iniziare. La sua passione, che da giovanissimo figlio d’arte cresceva sotto l’occhio attento di mamma Angela, lo ha portato a suonare da solista con le più importanti orchestre internazionali. Ne cito alcune giusto per farci un’idea: Royal Philharmonic Orchestra, London Chamber Orchestra, i Solisti del Gewandhaus di Lipsia, l’Orchestra del Teatro Bellini di Catania, la Philharmonie de Lorraine, i Virtuosi di Praga, i Solisti di Mosca, l’Orquesta Sinfonica del Estado de Mèxico, la Filarmonica di Torino e la Sinfonica Siciliana. E l’elenco continua. Si è esibito in tutto il mondo, girando per l’Europa delle capitali storiche della musica classica e toccando il Nord America e l’America del Sud, Medio ed Estremo Oriente, Africa, partecipando ai più importanti Festival. I suoi concerti e le sue performance diretti da nomi illustri, Yuri Bashmet al 54° Festival Internazionale di Santander, Peter Lukas Graf, Enrique Batiz, Anton Nanut, Josep Caballè, Vladimir Valek. Con Uto Ughi ha rappresentato l’Italia al 32° Festival di Cervantino in Messico con I Solisti Veneti, Claudio Scimone e … e mi fermo perché non basterebbero due giorni per finire.

Maestro Galeani, qual è la situazione attuale nel nostro Paese per ciò che riguarda la musica?
«
Siamo in una fase di stallo e di sofferenza. La cultura è vittima di continui tagli e le opportunità che si offrono ai giovani sono sempre più mediocri. Mancano i fondi e quando i soldi ci sono è difficile, molto difficile, che non si perdano per strada. Siamo indietro rispetto ad altre nazioni europee. Per esempio, attualmente la Rai ha ridotto ad una sola orchestra, quella di Torino, il suo organico per la musica Classica. E’ un peccato. La Cultura e la Musica sono una risorsa unica che dovrebbe mantenere la nostra identità. Un bene supremo».

Cosa può fare la Musica ancora oggi, in un mondo che va alla deriva?
«La Musica è l’arte per eccellenza. Un linguaggio che lega e che unisce, che ti permette di arrivare al cuore e all’anima della gente di tutto il mondo, senza distinzione di lingua, ceto o razza. La guerra che i potenti del pianeta, ad arte usano come regolatore dell’equilibrio mondiale, dovrebbe lasciare il posto alla Musica e ai suoi valori di pace e fratellanza».

La conversazione continua piacevolissima e preziosa. Mario mi racconta aneddoti e retroscena di un mondo incantato ma controverso. Mi racconta emozionato ed orgoglioso della sua ultima fatica; nel 2013 ha finito di registrare, unico tra i pianisti italiani, l’integrale dei concerti per pianoforte e orchestra di Beethoven con la Royal Philharmonic di Londra, recensito da Classic Net Review come una delle migliori interpretazioni degli ultimi decenni e paragonata addirittura a quella di Baremboim degli anni 70. Mentre scrivo, sto ascoltando il suo Chopin 4 Ballate. Si vola alto che è quasi Natale. Il suo Album, con il terzo Concerto e la Sonata al Chiaro di Luna di Beethoven, è nella Top Ten d Radio Classica. Le sue apparizioni nelle Tv di mezzo mondo lo rappresentano come fiore all’occhiello della Musica Italiana. Nell’agosto del 2013 lo abbiamo applaudito al Teatro Antico di Taormina e nel Novembre dello stesso anno torna a suonare per la terza volta alla Cadogan Hall di Londra, sempre con la R.P.O.

Per il futuro, un progetto che riguarda Chopin. Il presente lo vede impegnato anche nell’insegnamento nella scuola pubblica. Un privilegio per i giovanissimi allievi che vorranno cogliere questa rara opportunità. La conversazione volge al termine, mi alzo e mi avvicino al piccolo Giovanni per salutarlo. Regalo il mio album a Francesca. A quel punto il finale più bello. Il maestro Mario Galeani, si avvicina al suo primogenito, come lo chiama scherzosamente la moglie, lo Steinway. Lo apre appena ed inizia a suonare La Siciliana di Mozart. E poi Chopin. Piccolo concerto privato. Senza parole. Auguri Mario e grazie, Maestro.

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