Martedì all’Assemblea Regionale Siciliana si voterà, per la terza volta da quando esiste il governo Crocetta, la sfiducia al presidente della regione. Il Movimento Cinque Stelle ci riprova e nonostante l’appoggio di Forza Italia e Lista Musumeci, l’esito dovrebbe essere quello delle due precedenti votazioni. In Aula si discuterà per circa quattro ore e dopo si passerà alla votazione ormai scontata, salvo imprevisti dell’ultima ora. Abbiamo parlato di questo e di altro con l’onorevole del Movimento Cinque Stelle, Valentina Zafarana, che è intervenuta nel tardo pomeriggio di ieri all’iniziativa del Meetup di Taormina sul dissesto idrogeologico del comprensorio. La deputata regionale ha detto, in vista della mozione di sfiducia, di non aspettarsi nulla di buono dal Partito Democratico, che in questi tre anni, nonostante le critiche al governatore Crocetta, ha continuato a sostenere il presidente. La Zafarana, inoltre, ha parlato del dissesto idrogeologico di Taormina e della zona e ha elencato le proposte e le idee del Movimento su uno dei problemi centrali per tutta la Sicilia.

Martedì, all’Ars, dovrebbe essere discussa e votata la mozione di sfiducia al governatore Rosario Crocetta. La maggioranza, dopo il nuovo rimpasto, sembra essersi compattata. Cosa vi aspettate da questo voto?
«Vorremmo porre fine a questa giunta. Ce l’abbiamo messa tutta. Abbiamo fatto sì che altri deputati firmassero la mozione e anche Forza Italia e Lista Musumeci hanno posto le firme e siamo arrivati a 27 firmatari. Però ci vogliono 46 firme, per mandare a casa Crocetta servono la metà più uno dei componenti del Parlamento. Credo sia l’unico atto che ha dignità di essere portato avanti in un momento del genere. L’attuale situazione politica è di livello scadente. Ci siamo trovati di fronte al tentativo di approvare finanziarie che di volta in volta sono state un abuso nei confronti dei siciliani. Non si può non condurre questo atto nei riguardi di un governo irresponsabile».

Crede che da qualche corrente del Partito Democratico arrivi una sponda per la mozione di sfiducia che verrà votata a Palazzo dei Normanni?
«In loro non posso sperare, perché in questo momento il Pd è proprio il partito che toglie la speranza ai siciliani. Facciano quello che credono in coscienza, però il voto sarà il banco di prova di coloro i quali negli ultimi mesi hanno parlato, si sono lamentati e hanno preso le distanze da questa maggioranza. Però con i vari rimpasti di governo si dividono le poltrone e continuano a testa bassa pur di concludere la legislatura».

Siamo di fronte a un nuovo rimpasto di giunta. Secondo lei, cosa cambierà rispetto alle precedenti formazioni di governo?
«Un cambiamento reale sarebbe auspicabile, ma per questo serve l’avvento del Movimento Cinque Stelle al governo. Servono energie nuove, onestà e competenza, perché questo banco di prova di tre anni, in tutta Italia, ci ha dato filo da torcere ma abbiamo anche imparato tanto per dare un futuro alla Sicilia. Quelli che ci sono oggi sono sempre gli stessi. Cambiano casacca in continuazione. Abbiamo il capogruppo del Pd all’Ars che fino a oggi ha cambiato sette partiti in tre anni. Dov’è un indirizzo politico, una visione? Stiamo parlando di un partito che prende voti da ogni parte politica. Le barriere di Crocetta, che voleva solo tecnici, sono saltate. La rivoluzione è fallita. Il partito del bostik va avanti, ma solo per distribuirsi gli ultimi brandelli di Sicilia».

Siamo a Taormina e uno dei problemi principali emersi nell’ultimo periodo è quello del dissesto idrogeologico del territorio. In che modo e con quali proposte il Movimento Cinque Stelle Sicilia sta provando a dare delle risposte ai cittadini del comprensorio?
«Occorre distinguere due fasi: c’è un intervento in emergenza e c’è un intervento in programmazione e controllo. Nella prima fase abbiamo fatto pressioni a livello regionale e ministeriale perché venisse dato anche lo stato di emergenza. Un passaggio di cui si sono occupati i miei colleghi D’Uva e Villarosa. Ci troviamo di fronte a un territorio disastrato e dissestato che ha una situazione particolare. Un piano di assetto idrogeologico che dovrebbe censire le frane, ad esempio, ancora non è aggiornato. L’intervento si può fare solo quando la frana è censita e dunque la prevenzione è bloccata. Ho chiesto in assessorato dove sono finiti i fondi stanziati dalla precedente programmazione 2007-2013. La cosa assurda è che erano stati dati 350 milioni che dovevano essere spesi per la prevenzione del dissesto idrogeologico. A livello nazionale abbiamo richiesto l’intervento del Genio militare quando succedono questi cataclismi, perché abbiamo una Protezione civile depotenziata nel suo organico che difficilmente riesce ad agire in tempi utili. Abbiamo chiesto, inoltre, di sottrare fondi dal Patto di stabilità per il dissesto idrogeologico. Queste sono le battaglie che stiamo conducendo, anche se poi abbiamo di fronte il muro del governo Renzi».

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