Dissesto idrogeologico M5S Taormina
L'intervento della deputata regionale M5s Valentina Zafarana all'incontro organizzato dal Meetup locale sul dissesto idrogeologico del comprensorio di Taormina

Cristian Coslovi: «Una città che vive di turismo deve offrire un territorio sicuro e rispettoso dell’ambiente» – Nel tardo pomeriggio di ieri, presso l’archivio storico della città di Taormina, si è svolto l’incontro organizzato dal Movimento Cinque Stelle locale sul dissesto idrogeologico della zona. L’organizer, Saro Puglia, ha introdotto gli ospiti che hanno esposto i problemi del comprensorio. Tra di loro c’era Cristian Coslovi, ex segretario del Partito Democratico di Taormina che ormai frequenta gli ambienti del Movimento Cinque Stelle cittadino. «È impensabile, ha detto Coslovi, gestire questa situazione senza progettare delle infrastrutture per il deflusso delle acque. Salendo dalla via Mario e Nicolò Garipoli ci sono tombini che saltano con frequenza con dei costi evidenti per la città. Taormina non si può permettere di andare in crisi con la fogna che arriva direttamente a mare. Una città che vive di turismo deve offrire un territorio sicuro e rispettoso dell’ambiente. Quindi occorre iniziare a pensare una riqualificazione della città senza consumare nuovo suolo. Si dovrebbe puntare anche a un intervento di riforestazione».

Turi Tudisco: «Coloro che gestiscono questa città hanno mandato il Piano regolatore adottato nel 2004 nel capoluogo siciliano dopo 7 anni» – All’evento organizzato dal Movimento Cinque Stelle Taormina è intervenuto un’altra vecchia conoscenza del Partito Democratico. L’architetto Turi Tudisco, che negli anni ‘90, insieme a Cutrufelli e Rodriguez, erano stati incaricati dal Consiglio comunale di quel periodo di redigere il progetto di revisione generale del Piano Regolatore. Ed è proprio del Piano Regolatore che Tudisco ha voluto parlare, mostrando ai presenti tutte le carte del territorio, quelle che l’ex sindaco Mario Bolognari chiamava con ironia “tappeti persiani”. «Abbiamo a che fare con un piano pensato negli anni ’60 e approvato nel 1976. Anni che la dicono lunga su come i politici e la gente di Taormina gestiscono casa propria. Palermo, negli ultimi mesi, ha bocciato il Piano in quanto è carente della Vas (Valutazione ambientale strategica), dunque dovrà essere completamente rivisto. Coloro che gestiscono questa città hanno mandato il Piano regolatore adottato nel 2004 nel capoluogo siciliano dopo 7 anni. È chiaro che le leggi a livello europeo e nazionale hanno fatto il loro corso ed è arrivata la Vas».

«Se mi intendo di geologia non mi intendo di urbanistica, perché è una materia che mette insieme il geologo, l’agronomo e tutto il resto» – L’architetto Turi Tudisco ha messo in evidenza come la Taormina contemporanea si muove, nell’edificabilità del territorio, con un Piano che appartiene agli anni ’60 e che era stato pensato in un contesto diverso da quello attuale: «In passato i Piani erano di ampliamento e così quello di Taormina risale a quei tempi. Crescita e ampliamento, ovvero dispendio del territorio. Taormina da 7 mila abitanti doveva arrivare a 24 mila abitanti. Ma negli anni 2000 sapevamo che Taormina non sarebbe cresciuta in questa maniera e non saremmo arrivati a oltre 12 mila persone. Molte aree che oggi sono costruite, purtroppo, sono figlie di questo atteggiamento espansivo. Oggi vige il vecchio Piano regolatore del 1976 e stiamo agendo con quel Piano». L’architetto, inoltre, ha lanciato una frecciata a coloro i quali sono stati indicati, dall’amministrazione comunale, a occuparsi della situazione di dissesto idrogeologico di Taormina. Il riferimento è al geologo Franco Ortolani e al suo staffi: «Se mi intendo di geologia non mi intendo di urbanistica, perché è una materia che mette insieme il geologo, l’agronomo e tutto il resto. Ci sono delle carte che vengono da Roma, leggo sui giornali, ma queste carte geologiche esistevano. Sento parlare di droni, ma a cosa servono se non c’è un ufficio di Piano? Diventa uno studio settoriale che se non è coordinato serve davvero a poco».

Valentina Zafarana: «La frana sulla A18, all’altezza di Letojanni, rimarrà in quelle condizioni almeno un anno» – All’incontro di ieri sera ha partecipato anche il Comitato civico per la difesa dei diritti dei cittadini. Sono intervenuti, parlando dei problemi dell’acqua torbida a Trappitello, Giuseppe Sterrantino (ex esponente della coalizione Taormina Bene Comune) e Filippo Patanè: «Dal 2011 ci trasciniamo un problema che sembra non aver soluzione». Infine ha concluso il confronto pubblico l’onorevole del Movimento Cinque Stelle, Valentina Zafarana. L’esponente politica dell’Assemblea Regionale Siciliana ha detto, per quanto concerne la frana sulla A18 all’altezza di Letojanni, che «rimarrà in quelle condizioni almeno un anno». E in seguito ha esposto tre degli interventi realizzati dal Movimento in questi ultimi mesi: «Svincolare spese per gli interventi contro il dissesto idrogeologico dal patto di stabilità interno; attivare l’esercito in attività di prevenzione per sopperire alla mancanza di personale; usare lo strumento della cooperazione rafforzata per fare approvare con urgenza, in sede europea, una direttiva sul suolo». La Zafarana ha ricordato che «entro fine mese si dovrà presentare, da parte dell’assessorato al Territorio, un documento sul piano di gestione del rischio alluvioni. Noi, come al solito, siamo gli ultimi in Italia. Si tratta di un piano importante, strategico, perché a questo è legata l’erogazione dei fondi. È chiaro, dunque, che senza un piano non avremo un centesimo».

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