sicilia

I “viaggi della speranza” degli assessori comunali – Nella regione più povera d’Italia tutto è bloccato. Le riforme strutturali tanto attese, i lavori per rimettere in sesto la viabilità isolana, passando per l’edilizia scolastica. Sia il governo siciliano che i vari comuni attendono fondi da Roma. I vari assessori, armati di santa pazienza, compiono i loro “viaggi della speranza” verso Palermo in cerca di liquidità per sbloccare dei lavori che ormai sono fermi da troppo tempo. Tutti, o quasi, seguono questo iter che rischia di diventare deprimente. Anche la città di Taormina non fa eccezione e se qualche mese fa è arrivato il primo accreditamento per proseguire i lavori lungo la via Crocefisso, ovvero la salita san Vincenzo che dall’Ospedale taorminese conduce al parcheggio di Porta Catania, il comune della provincia di Messina attende il via libera per altre due tranche da circa 300 mila euro in totale. La speranza era ottenere la liquidità prima delle festività natalizie, ma a quanto pare i tempi allungheranno sempre di più. Solite storie siciliane.

L’allarme di Vinciullo – Nel frattempo il presidente della Commissione finanze dell’Ars Vincenzo Vinciullo ha lanciato l’allarme su un possibile “taglio lineare” sulle prossime voci del bilancio siciliano, in riferimento all’emendamento alla finanziaria nazionale che assegna alla Sicilia solo 900 milioni a fronte del miliardo e 400 milioni attesi: «Se non arriveranno da Roma i 500 milioni che il governo ha sottratto, saremo costretti ad applicare un taglio lineare del 5 per cento su tutte le voci del prossimo bilancio. È ormai inevitabile andare a votare l’esercizio provvisorio del Bilancio. È l’unica soluzione tecnica per poter chiudere il bilancio prima possibile in attesa che da gennaio, si possa intervenire con una soluzione mirata». I conti della Sicilia sono in rosso e non è una buona notizia per i comuni che stanno facendo fatica ad andare avanti. Taormina, in attesa di conoscere la sentenza romana della Corte dei Conti sul dissesto economico-finanziario, ne è un esempio.

Davide Faraone: «Trasferimento di 1 miliardo e 400 milioni di euro di risorse economiche per la Sicilia» – Però, in pieno clima Leopolda, la kermesse renziana che si svolge da sei anni all’ex stazione di Firenze, il sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone, conferma l’arrivo in Sicilia di fondi nazionali. Liquidità per risanare il bilancio e avviare le riforme strutturali: «Verrà mantenuto da parte del governo nazionale, in raccordo col governo regionale, l’impegno di trasferimento di 1 miliardo e 400 milioni di euro di risorse economiche per la Sicilia. Risorse economiche che consentiranno di risanare il bilancio della Regione e, soprattutto, di avviare riforme strutturali». Un qualcosa, tiene a sottolineare Davide Faraone, che dovrebbe diventare una regola e non un’eccezione: «Si è avviato l’iter affinché queste entrate diventino strutturali e non più una tantum o seguendo logiche emergenziali». Si va verso la fine dell’anno solare e anche da queste parti si attende la tredicesima. Un compenso economico fondamentale per la Sicilia, che ormai fatica ad arrivare a metà mese.

© Riproduzione Riservata

Commenti