Domus San Pancrazio
Domus San Pancrazio

La famiglia Magistro tagliata fuori – Era il 19 novembre quando si era concretizzata la vendita giudiziaria della Domus san Pancrazio. La celebre villa taorminese è stata aggiudicata all’asta e l’acquirente non è la Whiteside Business. In attesa che la procedura venga portata a compimento e si conosca il nome dell’acquirente, quello che è certo è che la famiglia Magistro è stata tagliata fuori. Questa è una sorpresa nella vicenda che ormai si trascina da mesi nella quotidianità di Taormina. E se non è stata la Whiteside Business ad aver acquistato la Villa san Pancrazio, questo vuol dire che il comune di Taormina ha perso la possibilità di acquisire e gestire il sito archeologico che si trova all’interno della zona. Una brutta notizia per la Perla dello Jonio. Tutto era iniziato nel 2011, quando l’allora amministratore e legale della società A.T.A (Azienda Turistica Alberghiera s.r.l), tale Giacomo Magistro Contenta, aveva presentato la domanda per l’esecuzione di un progetto di restauro e manutenzione straordinaria per la riattivazione dell’albergo “Villa san Pancrazio”, oltre al recupero, restauro e ampliamento dello scavo per la realizzazione e musealizzazione della villa di età romano-imperiale. Una richiesta che venne accettata dal comune di Taormina, anche se la Soprintendenza si riservava, per quanto riguardava il progetto esecutivo, prima dell’inizio dei lavori, di porre alcune condizioni come eventuali variazioni scaturite da possibili rinvenimenti.

Una storia intrecciata – Il tempo, però, passa e la villa nel 2013 è stata pignorata all’A.T.A. (Azienda Turistica Alberghiera s.r.l.). Il creditore era l’architetto Raffaella Danile, che aveva realizzato per conto della stessa A.T.A. un progetto di ristrutturazione della villa e di musealizzazione dei resti archeologici, per il quale il comune di Taormina aveva rilasciato la concessione edilizia appena citata. Si era venuta a creare una situazione di stallo e dal 1° luglio 2015 custode giudiziale dell’immobile è stato nominato dal giudice del Tribunale di Messina il notaio Adele Penna. Ma nel contempo l’A.T.A. ha venduto la villa per un importo di 1, 7 milioni di euro alla società Whitesite Business, con sede a Praga, rappresentata dall’avvocato di Avellino, Alfonso Maria Chieffo. In seguito, dopo la proposta della società tedesca Hellac Gbr, la Whiteside Business aveva proposto «irrevocabilmente e a titolo gratuito la Domus romana al comune a patto che venga concessa la fruizione gratuita ai proprietari dell’immobile».

Fra qualche giorno il nome dell’acquirente – Una tesi confermata dall’avvocato Chieffo in persona durante una conferenza stampa in Aula consiliare a Taormina: «Vorrei tranquillizzare la comunità taorminese in ordine a quelle che sono le effettive volontà della Whiteside Business. Premesso che sull’area c’è un progetto approvato per la realizzazione dell’albergo, che prevedeva anche la valorizzazione della Domus romana, devo chiarire che il passaggio di proprietà tra la Ata e la Whiteside Business non è altro che una risistemazione interna all’interna della famiglia Magistro. Non vi è nessun intento di carattere speculativo. Essendo esecutore testamentale del defunto Giacomo Magistro, devo dire che amava Taormina e aveva un rispetto enorme per la città e i taorminesi. Si provvederà a redigere una convenzione tra le parti e ci sarà una cessione a titolo definitivo dell’area al comune che si impegnerà a valorizzarla. Qualsiasi intervento sulla Villa rimarrà di proprietà della Whiteside Business sarà rispettoso delle volumetrie e delle superfici». Infine l’avvocato Chieffo aveva sottolineato: «La Whiteside Business è stata creata ad hoc, ha fatto una sola operazione ed è l’acquisto di Villa san Pancrazio. Ha una sola proprietà, creata da me, per fare questa operazione».

Ultima chiamata per il comune – L’acquirente, inoltre, non è neanche la Hellac Gbr, che in questi mesi aveva formalizzato la propria offerta, chiedendo al comune di indire una procedura selettiva (una “gara”), per scegliere un soggetto che darà i fondi necessari ad esercitare il diritto di prelazione ed anche una somma aggiuntiva, vincolata alla tutela ed alla valorizzazione dell’area archeologica adiacente la villa che fa parte del complesso immobiliare della Domus. Ma in seguito alle note vicende è arrivata la vendita giudiziaria presso il Tribunale di Messina. La Domus san Pancrazio è stata aggiudicata all’asta e i Magistro non sono gli acquirenti. Per conoscere l’acquirente si dovrà attendere ancora qualche giorno. Però, adesso, scatterà di nuovo il diritto di prelazione di 60 giorni e il comune sarà chiamato di nuovo in causa. Si tratta dell’ultima spiaggia, l’ultima opportunità per non perdere il sito archeologico che rappresenta la storia di Taormina.

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