Chef Pietro D’Agostino e Chef Massimo Mantarro
Chef Pietro D’Agostino e Chef Massimo Mantarro

La grande aspirazione di un cuoco, il sogno di una carriera, è senz’altro il raggiungimento della famosa Stella. Un riconoscimento che consacra la creatività, il talento e le qualità manageriali di uno Chef de cuisine. Quanto è buono e innovativo quello che cucina e come il suo Ristorante rientra negli standard dell’alta ristorazione insomma. Location, cantina, staff… Oggi a Milano sono state annunciate le attese new entry, le conferme e per i più fortunati, il conseguimento della seconda o addirittura della terza stella, ma qui parliamo, per usare un termine degli addetti ai lavori, dell’Olimpo. A Taormina troviamo confermatissimi La Capinera dello Chef Pietro D’Agostino con una stella Michelin, e le ben due stelle Michelin dello Chef Massimo Mantarro al Principe Cerami, sito nell’incantevole ed unica cornice del San Domenico Palace.

I due Ristoranti sono da tempo meta obbligata per i gourmet e gli appassionati della buona Cucina. Entrambi i nostri Chef vantano esperienze e trascorsi di altissimo livello e hanno deciso di regalare a Taormina la loro arte, arricchendo di magia il soggiorno dei fortunati che a Taormina appunto decidono di trascorrere una vacanza o semplicemente farci un salto. Interpreti di una nuova filosofia di cucina, che esalta i prodotti del territorio e le spregiudicate eccellenze enogastronomiche che quest’angolo di paradiso, generoso, ci dona. Una cucina che esprime forte l’attaccamento alla tradizione ma che non si stanca di ricercare, di innovare, di tradurre la bellezza ed il fascino del ricordo, trasformandolo e rendendolo attuale, se non addirittura metterlo a nudo nella sua essenza e proiettarlo oltre il limite del gusto.

Lo Chef moderno oggi, è un osservatore del contemporaneo. Un artista che si sofferma a cogliere il profumo delle materie prime ma che non rimane distante dalla realtà. Dalle esigenze del cliente, che vive in un tempo complicato, spesso dentro vite frenetiche e distratte. La cucina, quella cucina, serve a fare il punto sulle nostre vite. Ci aiuta a fermarci un momento, intorno a una tavola per una cena unica o per un calice di vino. Nella speranza di massaggiare le nostre inquietudini, per un momento.

Altre buone notizie per la ristorazione siciliana, vengono dalle due new entry, rispettivamente Martina Caruso del Signum di Salina e Giovanni Santoro dello Shalai di Linguaglossa. I soliti noti invece, rimangono nell’Olimpo delle tre stelle Michelin: Osteria Pinchiorri, La Pergola, Le Calandre, Dal Pescatore…

Bon Appetit!

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