Liceo Maurolico
Liceo Maurolico

Sulla vicenda del trasferimento di aule dalle sede staccata del Liceo Scientifico Seguenza (situate presso i Padri Rogazionisti in Viale Principe Umberto) al Liceo Classico Maurolico di Messina, conclusasi con una frettolosa “sospensione” del trasferimento di aule inizialmente disposto dal Vice Prefetto Romano (Commissario della Città metropolitana), è intervenuto il Codacons. «Palazzo dei Leoni si era spinto fin sull’orlo di un precipizio e si è avveduto dell’errore che stava per compiere a seguito delle legittime rimostranze dei ragazzi del Maurolico, al quale il Commissario Romano dovrebbe rivolgere i propri ringraziamenti per essersi avveduto che quanto ipotizzato sino al 7 dicembre per risolvere la problematica dei “fitti passivi” era una soluzione impraticabile», ha dichiarato l’avvocato Antonio Cardile, presidente provinciale del Codacons. «La problematica non era certo sorta in questi giorni e bene hanno fatto gli studenti ad invocare “programmazione” e “trasparenza” da parte di istituzioni che, secondo loro, stavano affrontando la questione senza i necessari approfondimenti».

Gli studenti del Maurolico, peraltro, avevano appreso solo dai giornali che era stato deciso di trasferire della aule presso il loro istituto e per questo motivo, dopo aver discusso l’accaduto e proclamato lo stato di “agitazione” (lanciando l’hastag #ilmaurolicoènostro), hanno chiesto ed ottenuto un nuovo incontro, esponendo le loro perplessità e ottenendo un confronto. «I ragazzi del Maurolico hanno dimostrato che è giusto combattere per il rispetto della legalità e della giustizia, reagendo a tutto ciò che è offesa alla propria dignità ed alla propria coscienza e questa è una grande lezione che loro hanno dato a noi adulti. E’ quindi esclusivamente a questi ragazzi, che va ascritto il merito di aver portato alla ribalta della cronaca cittadina una vicenda che vede coinvolti due interessi pubblici fondamentali ossia l’efficienza dell’attività amministrativa e il diritto allo studio, intraprendendo una battaglia di civiltà che ha poi dato i frutti da loro sperati. Potremmo dire che hanno cominciato a dare una prova di raggiunta “maturità” prima di sostenere il relativo esame alla fine del loro ciclo di studi».

«Piuttosto che limitarsi ad invocare gli interventi di Digos e Questura per tematiche che sono proprie del mondo scolastico, occorre che anche a Messina venga posta una seria attenzione sulle problematiche dell’istruzione, tenendo presente che – se è certamente giusto evitare ogni spreco di risorse pubbliche – è in altri ambiti che la Provincia deve in primo luogo risparmiare, rendendo ovviamente conto delle scelte operate. La cultura, prosegue Cardile, è tradizionalmente un asse strategico nelle dichiarazioni degli amministratori, ma al tempo stesso è – contraddittoriamente – il primo oggetto di taglio di risorse. Nelle scuole messinesi si deve piuttosto investire, con strutture adeguate a garantire la sicurezza degli studenti ed il rispetto dei piani dell’offerta formativa, senza il rischio che un servizio pubblico essenziale sia peggiorato da mancata programmazione o sprechi del passato, di cui certamente non possono farsi carico gli insegnanti e tanto meno gli studenti di oggi, ossia i cittadini di domani».

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