Giardini Naxos bilancio partecipativo

Gli esempi di bilancio partecipativo nel mondo – Nell’epoca dove la politica ha perso il legame con il territorio e quindi con i cittadini e i partiti, di conseguenza, sono immersi nella liquidità tanto cara al sociologo Bauman, ecco che anche nel comune di Giardini Naxos si sperimenta il bilancio partecipativo. Si tratta di un modello nato alla fine degli anni Ottanta a Porto Alegre ed esportato anche in Italia, come nelle città di Modena e Parma. Da alcuni mesi, inoltre, il bilancio partecipativo è diventato realtà a Milano, dove il sindaco Giuliano Pisapia ha messo a budget 9 milioni di euro, ciascuno per una zona della città. Ma sono briciole in confronto alle somme rese disponibili dall’amministrazione comunale di Parigi, dove la socialista Anne Hidalgo ha dato il via libera a ben 426 milioni di euro per sei anni, ovvero il 5 per cento del budget complessivo della giunta parigina. Tra i progetti che hanno ottenuto finanziamenti ci sono parchi gioco e orti urbani. Oltre Oceano, invece, è stata New York ab abbracciare il bilancio partecipativo, seppur con somme più contenute rispetto alla capitale francese.

Il bilancio partecipativo nel contesto di Giardini Naxos – In un contesto del genere Giardini Naxos prova a ritagliarsi un posticino e vuole concretizzare una forma di bilancio partecipativo, anche se l’opposizione consiliare con Alessandro Costantino, qualche giorno fa, aveva criticato l’operato dell’amministrazione: «Il Bilancio Partecipato è una cosa seria, che dovrebbe diventare uno strumento ordinario di gestione degli enti locali e non solo una trovata estemporanea, approntata in fretta e furia per non perdere risorse regionali». Critiche dovute al fatto che l’amministrazione comunale ha destinato soltanto 41 mila euro, pari al 2 per cento, nei confronti del bilancio partecipativo. Nonostante ciò, i giovani non si arrendono e alcuni credono con convinzione a questi strumenti della democrazia diretta. Tra di loro i membri dell’associazione culturale Idee in Movimento, presieduta da Giuseppe Leotta. Nelle ultime ore, infatti, i ragazzi hanno consegnato il progetto  “Naxos eco-wellness”, con il quale parteciperanno alla procedura di bilancio partecipativo indetta dall’amministrazione comunale.

Il progetto dei ragazzi di Idee in Movimento – «Vogliamo proporre un progetto che abbia come obiettivo chiaro quello di lanciare un segnale contro lo stile di vita sedentario, dimostrando alle persone quanto sia importante mantenersi in forma. La sfida è quella di poter fare ginnastica all’aperto e gratuitamente, mantenersi in forma, prevenire la salute, incontrare gente ed essere un motore che con il proprio movimento fisico crea energia elettrica riutilizzabile per la comunità (a questo si deve la parola “eco” nel titolo del progetto)». In sostanza i ragazzi pensano all’installazione di micro palestre eco-sostenibili, che consentirebbero di fornire un contributo all’abbattimento dei costi dell’energia elettrica attraverso la conversione dell’energia umana in elettricità. «Quanto proponiamo non è ovviamente il prologo di un nuovo film di fantascienza.  Progetti simili sono già realtà dalla scorsa estate in più di 300 luoghi diversi in Inghilterra dove la società britannica The great outdoor gym company (Tgo), azienda specializzata nella realizzazione di palestre eco-sostenibili capaci di trasformare le calorie bruciate in energia pulita, ha arricchito diversi spazi urbani con simili installazioni. Occorre specificare che in alcun modo l’installazione di queste palestre all’aperto potrà confliggere o arrecare danno all’attività di quelle tradizionali operanti sul territorio in quanto trattasi prevalentemente di strumenti ginnici elementari che non prevedono l’utilizzo di pesi e non richiedono l’assistenza continua di un istruttore come avviene nella prima tipologia di palestre menzionata. Invogliare dunque allo sport tramite la gratuità convertendo gli sforzi dei cittadini in watt (secondo Tgo, la produzione di ciascuna di esse è di un kWh di energia al giorno). Una volta installati, questi punti di wellness saranno aperti a tutti: adulti, anziani e bambini, ai pigri, che hanno bisogno di far movimento e amano stare all’aperto. Le apparecchiature sono costruite nel pieno rispetto dei criteri stabiliti dall’autorità preposta a certificare e disciplinare la sicurezza dell’esercizio svolto all’aperto».

Le critiche alla procedura della giunta – L’associazione Idee in Movimento, tra i luoghi individuati per l’installazione dei macchinari, pensa alla Piazzetta in via Calcide Eubea, Piazza in viale Jannuzzo (Recanati), Piazzetta in via Tysandros, Piazzetta in via Consolare Valeria zona Gabbiani, Piazza in via Chianchitta 141, le scuole medie ed elementari ricadenti sul territorio comunale. «Abbiamo voluto essere presenti in questa procedura partecipata nonostante le evidenti criticità che essa presenta, fra cui termini temporali troppo corti, mancanza di strutturalità ottenibile tramite l’inserimento di un apposito regolamento nello statuto comunale, esiguità dei fondi disponibili, per lanciare un segnale positivo nei confronti della partecipazione al progresso culturale e sociale della nostra comunità. Ci auguriamo inoltre che il processo di selezione dei progetti consegnati sia ispirato a principi di democraticità come nelle recenti consultazioni per stabilire la destinazione dell’indennità del vice-sindaco condizione senza la quale si avrebbe un deplorevole scadimento dell’intera procedura (i meccanismi di selezione infatti non sono stati specificati all’interno della delibera)», ha concluso Giuseppe Leotta.

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