Etna

Il monitoraggio dell’Ingv e l’allarme della Coldiretti –L’Attività stromboliana dell’Etna prosegue. Al momento si sono verificate tre eruzioni in due giorni e così si è potuto assistere a una nuova fontana di lava dal cratere Voragine. Gli eventi sono monitorati dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania, che ha fatto sapere come gli ultimi «parossismi hanno ripetuto in quasi tutti i dettagli quelli avvenuti nelle prime ore del 3 dicembre e nella mattinata del 4 dicembre, con alte fontane di lava e colonne eruttive alte molti chilometri». Prosegue, intanto, l’emissione di cenere che sta creando disagi al trasporto aereo e agli agrumi della piana di Rosarno e Gioia Tauro. L’allarme sulla cenere che ha raggiunto le piante di agrumi calabresi è stato lanciato dalla Coldiretti: «La cenere ha creato due tipologie di problemi: su una buona parte degli agrumi ha bloccato il processo di maturazione, mentre su altri sono stati bruciati i frutti già maturi e presentano delle macchie nere che, pur non inficiandone la bontà e la qualità, inducono i consumatori a non acquistare, con un indubbio riflesso negativo sul mercato. E’ evidente che tale situazione, sta creando anche problemi di competitività agli agrumi, che rappresentano uno dei beni economici più importanti del territorio».

«Sono eventi la cui pericolosità si può amplificare qualora avvengano contemporaneamente con altri fenomeni quali terremoti, nubifragi e mareggiate» –Intanto sugli spettacolari fenomeni dell’Etna è intervenuto anche il geologo Franco Ortolani, ordinario di Geologia presso l’Università Federico II di Napoli. Secondo lo studioso «l’eruzione spettacolare dell’Etna di inizio dicembre 2015 ha evidenziato che gli effetti possono influire sulla sicurezza dei cittadini fino a distanza di numerose decine di chilometri dal vulcano. Si è trattato di ricaduta al suolo di cenere e sabbia vulcanica che fertilizza il suolo e procura vari tipi di problemi alla salute e alla sicurezza dei cittadini. Per fortuna questi eventi durano pochi giorni ma sono comunque significativi, ad esempio, per la sicurezza delle strade, degli aeroporti e delle reti fognarie. Sono eventi la cui pericolosità si può amplificare qualora avvengano contemporaneamente con altri fenomeni quali terremoti, nubifragi e mareggiate».

Le problematiche che interessano il territorio – Nell’immagine dell’articolo, ovvero una cartina realizzata dallo stesso professore Franco Ortolani, sono messe in evidenza le problematiche che interessano il territorio del messinese e che, nell’ultimo periodo, soprattutto per quanto riguarda i guai idrogeologi della zona, sono finite sotto la lente di ingrandimento degli studiosi e ricercatori: «Nella figura allegata con la linea gialla è delimitata l’area nella quale si può avere la maggiore dispersione di sabbia e cenere etnea, le fasce arancione sono quelle nel cui sottosuolo sono presenti faglie attive che possono originare terremoti (secondo Ingv Diss 3), la linea punteggiata nera delimita la fascia costiera jonica nella quale periodicamente si verificano nubifragi e conseguenti dissesti idrogeologici dovuti all’effetto Catania-Messina, la linea punteggiata verde individua il territorio sistematicamente interessato dall’effetto Alcantara-Agrò-Patrì-Saponara e dai conseguenti effetti idrogeologici ed alluvionali, la linea azzurra punteggiata indica la costa più gravemente interessata dalle mareggiate indotte dalle sciroccate».

«Importante prevedere cosa e come fare in modo da essere pronti ad affrontare eventuali situazioni critiche» – Di fronte a un contesto del genere, dal punto di vista del professore Franco Ortolani, occorre prendere delle precauzioni in modo da garantire l’incolumità dei cittadini e la tutela del territorio: «L’accadimento contemporaneo di alcuni dei fenomeni citati (fatto che non può essere escluso) può innescare una sinergia di impatti ambientali che possono causare anche una crisi della rete viaria e aeroportuale tra Catania, Messina e Reggio Calabria. Alla luce di questa considerazione è importante prevedere cosa e come fare in modo da essere pronti ad affrontare eventuali situazioni critiche».

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