Antonio Presti
Antonio Presti

Ancora nessuna risposta – Niente di nuovo sotto il sole del Villaggio Le Rocce e del progetto che in questi ultimi mesi era stato esposto dal mecenate Antonio Presti. L’ultima puntata della storia era quella legata al project financing che era stato bocciato per delle anomalie dall’Urega, Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici. Con il project financing della Provincia di Messina in soffitta, che puntava ad affidare l’appalto a un privato, per tentare di ripristinare l’ex Villaggio Le Rocce, si è chiuso un lungo braccio di ferro che aveva portato anche il Consiglio comunale della Perla dello Jonio a esporsi contro una simile decisione. Nel frattempo Antonio Presti ha inviato la sua proposta di riqualificazione dell’area al comune di Taormina e alla provincia regionale di Messina, ma ancora non è arrivata alcuna risposta.

Antonio Presti resiste, nonostante tutto – Ed è davvero un peccato, perché il progetto di Antonio Presti rappresenta uno di quegli scossoni, di quelle immersioni nella contemporaneità autentica di cui la città di Taormina avrebbe bisogno. Oltre all’idea di rigenerare il Villaggio Le Rocce e restituirgli la sua anima, Antonio Presti aveva messo al centro dell’attenzione una parola come “bellezza” che per una realtà del livello di Taormina è fondamentale, in quanto sinonimo di turismo, cultura e di conseguenti introiti economici. Mettere in circolo la bellezza, la cultura e far battere, di nuovo, il cuore di Taormina. L’imperativo categorico di Antonio Presti è sempre lo stesso, nonostante le mancate risposte da parte della Provincia di Messina. Il mecenate, del resto, è un leone. Una di quelle persone che non si arrende con facilità. Resiste, non molla la presa e da queste parti o si fa così oppure si viene travolti da un vortice dell’indifferenza in grado di risucchiare chiunque.

Un vero e proprio circuito in città in grado di scardinare paradigmi – Per un motivo del genere, Antonio Presti va oltre la linea tracciata del Villaggio Le Rocce, dell’Isola Bella e pensa a un vero e proprio circuito in città in grado di scardinare paradigmi e vecchi pensieri che, come si può notare nel resto d’Italia, la fanno da padrone. Magari, con l’aiuto di qualche Palazzo centrale di Taormina, il maestro Antonio Presti potrebbe realizzare un progetto che al momento è presente nella sua mente e chissà se nell’immediato futuro troverà una sua collocazione nella realtà taorminese. Si tratta dell’ennesima occasione per Taormina, per risvegliare la città da un sonno dell’irrazionalità in cui si trova immersa da troppo tempo. Non cogliere tutto ciò sarebbe la conferma di un declino inesorabile in cui si trova la terrazza che si affaccia sul Mediterraneo. C’è un mecenate come Antonio Presti che vuole rammendare Taormina e non tutte le città hanno questa fortuna. Per la serie: se non ora, quando?

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