raccolta differenziata

Nei giorni scorsi, il sindaco di Riposto, Enzo Caragliano, nell’ottica di ottimizzare la raccolta differenziata nell’ambito di un progetto varato alla fine della scorsa estate e denominato “Ama Riposto” ha annunciato un utilizzo “improprio” delle postazioni ecologiche denominate “ecopunti” costituita da una batteria di cassonetti, all’interno dei quali, i cittadini, hanno continuato a scaricare anche l’indifferenziato, ignorando le prescrizioni sul conferimento dei rifiuti. Per tale ragione l’Amministrazione d’intesa con la società che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, ha deciso di estendere a tutta la città, ad eccezione delle frazioni di Altarello, Carruba e Torre Archirafi, il servizio “porta a porta”, eliminando buona parte dei 26 “ecopunti” presenti nel territorio comunale. I cittadini, tuttavia, in questa prima fase, non hanno recepito le indicazioni dell’Amministrazione e, laddove sono stati rimossi i cassonetti, hanno continuato a conferire sulla strada rifiuti di ogni genere, persino la domenica. Una situazione che, secondo l‘amministrazione comunale, non può essere tollerata ancorchè si realizzano, di fatto, delle microdiscariche.

Al fine di contrastare tale situazione, l’Ufficio Ecologico del Comune di Riposto, ha avviato in questi giorni un monitoraggio. Una task force costituita da due addetti comunali e un operatore dell’impresa impegnata ad apporre sui sacchetti di rifiuti, posti sulla strada a ridosso di abitazioni singole e condomini e comunque in quelle aree ove erano presenti i cassonetti, un adesivo con la scritta Rifiuto non conforme. La task force ha già effettuato una prima ricognizione nel quartiere “Scariceddu” e nelle vie Fuille, Cascino, Cialdini, Cavour, Galilei, La Farina. L’adesivo – appositamente studiato nei colori e nei contenuti – ha una precisa funzione: evidenziare il mancato rispetto delle regole; certificare che i rifiuti sono stati lasciati impropriamente a terra contravvenendo alle indicazioni del “porta a porta”; quella di informare colui che ha tenuto un condotta non conforme e gli altri utenti che in futuro tali comportamenti non saranno più tollerati ma sanzionati. Nel caso in cui tale condotta dovesse essere reiterata, l’Ufficio Ecologico procederà con la linea dura delle sanzioni previste, ovvero quanto disposto dall’art.255 del D.Lgs 152/06 “abbandono dei rifiuti” le cui violazioni sono punite con il pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da un valore minimo di 25 euro ad un valore massimo di 250 euro a norma della L.689/81 e del D.lgs.267/2000. Dall’accertamento della violazione consegue l’applicazione della sanzione accessoria dell’obbligo di ripristino dello stato dei luoghi a carico del trasgressore e/o dell’obbligato in solido.

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