Immigrazione clandestina
Migranti sbarcati al porto di Messina - Foto di Francesco Algeri

Nel pomeriggio del 1° dicembre 2015, i Carabinieri della Compagnia di Messina Sud hanno arrestato Kashelan Ahmed Mohamed, cittadino egiziano classe 1997. L’uomo, che si trovava sottoposto a misura cautelare presso la comunità “Francesco Maria di Francia” di Messina, è stato condannato a 5 anni e 4 mesi di reclusione perché è stato riconosciuto colpevole, in concorso, del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I fatti risalgono all’8 agosto 2014, quando nell’ambito della nota operazione “Mare nostrum” una nave militare italiana aveva intercettato a sud est di Capo Passero un barcone in legno, di circa 20 metri con a bordo 201 profughi, tra cui 24 donne e 61 minori, di varie nazionalità (Siria, Eritrea, Sudan, Palestina, Egitto).

I migranti avevano compiuto un lungo viaggio dal proprio Paese per raggiungere le coste egiziane, dove hanno atteso per diversi mesi prima che arrivasse il loro turno per partire alla volta dell’Italia, pagando agli scafisti fino a 4.500 euro per il viaggio. Giunto il loro momento e raggiunta una spiaggia non distante dalla città di Alessandria, i profughi sono stati caricati su motoscafi, a bordo dei quali hanno navigato per circa un’ora per raggiungere una barca più grande. I tre motoscafi erano condotti da giovani egiziani, uno dei quali era armato. Giunti sull’altra  barca il viaggio è proseguito per un’altra ora, prima di raggiungere un peschereccio ancora più grande, dove i clandestini sono stati messi sotto coperta e sorvegliati da egiziani armati, in attesa dell’arrivo di altre persone, per raggiungere il numero sufficiente per il viaggio. Una volta pronti, i poveretti sono stati di nuovo trasferiti sul barcone, che è partito verso l’Italia ed ha proceduto in mare aperto fino alla sera dell’8 agosto, quando è stato avvistato ed intercettato dalla nave militare italiana.

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