Teatro Antico
Taormina, Teatro Greco

Garantire la conservazione del Teatro – L’assessorato dei Beni Culturali ha sancito le modalità per la concessione in uso temporaneo del Teatro antico di Taormina in vista della stagione 2016 e verrebbe da dire “tanto rumore per nulla”. Si, perché gli articoli con cui si regolamenteranno gli spettacoli del Teatro antico di Taormina non sono cambiati molto rispetto al passato. Ovviamente, nella premessa, si sottolinea che la concessione verrà data a patto che «non venga pregiudicata la conservazione e la fruizione pubblica del Teatro e che la destinazione d’uso sia compatibile con il carattere storico e artistico del bene. Il Teatro antico di Taormina può ospitare iniziative, eventi e spettacoli di valore culturale e artistico, anche occasionali. Le manifestazioni dovranno avvenire al di fuori dell’orario di apertura del sito; ove l’iniziativa dovesse aver luogo entro l’orario di apertura potrà svolgersi esclusivamente in ambienti solitamente non fruibili al pubblico. In nessun caso le operazioni relative ad allestimenti e disallestimenti potranno comportare limitazioni alla regolare fruibilità degli spazi aperti al pubblico. Nessun uso diverso da quello dichiarato può considerarsi legittimo senza l’autorizzazione scritta dell’Amministrazione».

Ecco i criteri di selezione che verranno sottoposti al Comitato tecnico del Parco di Naxos – Per quanto concerne la richiesta della concessione, fissata al 30 settembre 2015, quindi sono stati inclusi solo coloro che hanno già presentato i progetti, la presentazione dell’istanza verrà sottoposta da parte del Direttore del Parco archeologico regionale di Naxos, al Comitato tecnico scientifico del Parco che, accertata la compatibilità delle manifestazioni, valuterà le istanze sulla base dei criteri di selezione. Quindi, come annunciato in esclusiva su BlogTaormina, non ci sarà un’imposizione “Palermocentrica”. L’assessorato ai Beni Culturali, inoltre, mette in luce sei punti fondamentali che dovranno essere rispettati dai richiedenti: «Compatibilità con le esigenze di conservazione del monumento; compatibilità e coerenza con la storia e l’identità culturale del monumento; compatibilità e coerenza dell’iniziativa con le finalità istituzionali dell’Amministrazione dei beni culturali; rilevanza  nazionale o internazionale dell’evento; livello di affidabilità del soggetto richiedente, da documentare con riferimento agli eventi già realizzati; riproducibilità e periodicità dell’evento, con documentazione del livello di gradimento delle manifestazioni dello stesso tipo, già realizzate. Nel procedimento di valutazione si terrà conto di eventuali crediti vantati dall’amministrazione nei confronti dei soggetti che hanno presentato istanza, anche se relativi a concessioni in uso di altri siti del patrimonio culturale regionale».

Spese di pulizia, elettricità e acqua a carico degli organizzatori – Tra gli aspetti messi in evidenza dall’assessorato c’è un punto destinato a suscitare alcune polemiche, soprattutto dopo lo spazio concesso alla Fondazione Piccolo nel Teatro antico che, proprio oggi, ha concluso il suo lungo periodo di mostra nel sito archeologico: «L’Amministrazione ha in ogni caso la facoltà di riservare date del calendario per iniziative culturali proprie o ritenute di assoluta priorità», si legge nel documento. Dove Amministrazione sta per governo regionale e non certo per amministrazione comunale di Taormina. Nel decreto, inoltre, si obbliga il concessionario a «provvedere a proprie spese alla pulizia e al ripristino degli spazi non appena terminato ogni singolo evento e per tutta la durata della concessione.  Il concessionario sarà tenuto a rimborsare, ove dovute, le spese sostenute dall’Amministrazione per i consumi di acqua e di elettricità quantificati forfetariamente. Il concessionario dovrà risarcire all’Amministrazione regionale eventuali danni arrecati ai locali e alle attrezzature durante il loro utilizzo e risponderà in proprio e direttamente di eventuali danni che, a causa dell’utilizzo, possano derivare a persone o a cose di terzi; a tal fine è obbligato a stipulare apposita polizza assicurativa. Se la manifestazione prevede sbigliettamento il concessionario dovrà inoltre provvedere al saldo dell’importo corrispondente alla percentuale stabilita, che verrà comunicato dal direttore del Parco dopo aver ricevuto formale comunicazione». Il tema delle spese, dunque, sarà a carico di chi organizzerà gli spettacoli. E infine c’è il tariffario per la concessione in uso del Teatro antico. Il canone fisso giornaliero è di 3 mila euro per gli spettacoli, 2 mila euro per le rappresentazioni classiche, 2.600 euro per conferenze e congressi. La percentuale da calcolare su un eventuale sbigliettamento è stata fissata al 3,50 per cento. Il canone fisso giornaliero dovuto per prove, allestimento, disallestimento (massimo 48 ore) è del 10 per cento rispetto alle cifre del canone fisso giornaliero. Infine per ogni giorno eccedente le 48 ore concesse per prove, allestimento e disallestimento, per gli spettacoli si pagherà 3 mila euro e per le rappresentazioni classiche 1.600 euro. Numeri e percentuali che, a quanto pare, non favoriscono gli spettacoli classici, considerando che questi hanno bisogno di diversi giorni per l’allestimento e le prove e dunque pagheranno somme maggiori rispetto a chi metterà in scena un semplice spettacolo o concerto.

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