Capalc, l’ex scuola convitto albergo situata in contrada sant’Antonio
Capalc, l’ex scuola convitto albergo situata in contrada sant’Antonio

Quella visita del sindaco di Sunny Isles Beach al Capalc – La vicenda del Capalc, l’ex scuola convitto albergo situata in contrada sant’Antonio, è una di quelle storie che Taormina si trascina da anni, che si aggroviglia al collo della città e dunque rischia di strozzarla. L’ex sede dei corsi di Formazione, infatti, con il trascorrere del tempo è stata oggetto di varie proposte. Il Capalc come sede del giudice di pace comprensoriale, il Capalc come sede della mensa scolastica, il Capalc come sede delle strutture scolastiche di Taormina. Sta di fatto che il Capalc, durante l’ultimo Consiglio comunale, è stato inserito nel Piano dei beni da valorizzare del comune di Taormina. Un Piano proposto dall’assessore con delega al Patrimonio, Mario D’Agostino, che ha suscitato le forti perplessità dell’opposizione consiliare. In realtà, però, c’è un’altra proposta sul futuro del Capalc, qualcosa che è maturato nell’ultima stagione estiva, quando George “Bud” Scholl, sindaco di Sunny Isles Beach, Florida, è arrivato a Taormina e ha visitato la struttura dopo l’invito che gli era stato rivolto dal consigliere comunale Eugenio Raneri, il quale, durante la sua visita negli States, aveva ottenuto mandato dal sindaco Eligio Giardina di proporre un nuovo progetto per la valorizzazione dell’ex scuola convitto albergo.

Sede di qualche Università o scuola americana – Dopo l’incontro con il primo cittadino, Eligio Giardina, George “Bud” Scholl, che ha creato negli States “OneBlood”, il secondo centro ematologico indipendente del Paese, ha richiesto le planimetrie della struttura e altro materiale che gli era stato inviato per email dal consigliere comunale Antonio Lo Monaco. Il gemellaggio che esiste tra le città di Taormina e quella di Sunny Isles Beach, in sostanza, potrebbe facilitare la nascita di una sorta di collaborazione con qualche Università degli Stati Uniti. Un modo, come quello (poi fallito) di portare l’Accademia Silvio D’Amico in città, per provare a far risorgere Taormina e ripopolarla di giovani. Sta di fatto che il sindaco George Scholl ha detto che «sarà difficile attrarre un’Università o scuola tecnica dagli Stati Uniti per due sostanziali ragioni». Il primo problema è legato al finanziamento in un luogo così lontano dagli States e dalle altre grandi città europee e in secondo luogo non si può non considerare l’attuale situazione economica degli Stati Uniti, che ancora non viaggiano a vele spiegate.

Per Taormina potrebbe esserci un “doppio guadagno” – Ma, nonostante ciò, secondo il sindaco di Sunny Isles Beach, questa «iniziativa è eccellente se riusciremo a trovare l’Istituto d’Istruzione davvero interessato». «Secondo me la città di Taormina farebbe un grave errore nel vendere l’immobile, perché chiunque sia interessato al progetto potrebbe fornire alla città un guadagno costante per diversi anni», afferma il sindaco a stelle e strisce che dà anche dei consigli all’ente gemellato. «Per attrarre un potenziale Istituto d’Istruzione ad investire nel progetto la città dovrebbe offrire un contratto a lungo termine con un affitto molto basso, se non gratis, nei primi anni. Questo permetterebbe agli interessati di usare il loro capitale per rinnovare la scuola». Sempre secondo mister George Scholl, da un accordo del genere non maturerebbero rischi per la città di Taormina. Anzi, oggi la scuola è vacante e va deteriorandosi e Taormina non ha alcun tipo di guadagno da una situazione del genere. «Invece con il via libera a qualche Istituzione scolastica americana (anche privata) per rinnovare la scuola, la città avrebbe un doppio profitto con il guadagno dal futuro affitto e con l’incremento dell’attività economica dovuto al successo della scuola. Ma se per una serie di motivi la scuola dovesse chiudere, Taormina avrebbe un edificio ristrutturato senza aver compiuto nessun esborso economico per rinnovare la struttura». George Scholl ha detto di vedere «in questo progetto un’opportunità per lavorare con Taormina per qualcosa d’importante». Una proposta, però, che non troverebbe d’accordo buona parte della maggioranza consiliare di Taormina, visto che l’ipotesi di conferire il Capalc a chi gestisce camping ed ostelli è sempre in piedi, mentre con l’inserimento del bene nel piano di valorizzazioni e non alienazioni, per il momento, sarebbe tramontata la proposta di venderlo.

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