Debiti fuori bilancio
Consiglio Comunale 1 Dicembre

Eugenio Raneri: «Impostare la politica economica della città con i flussi di cassa» – Il riconoscimento dei debiti fuori bilancio degli anni 2011,2012 e 2013 è stato al centro della discussione nel Consiglio comunale di ieri sera, dove la maggioranza, nonostante la contrarietà del consigliere Antonio Lo Monaco, è riuscita a far passare i tre punti all’ordine del giorno con 10 voti favorevoli e 6 astenuti. Il consigliere comunale Eugenio Raneri ha parlato dei debiti fuori bilancio e nello stesso tempo ha invitato l’amministrazione comunale a impostare la politica economica della città sui flussi di cassa: «Ancora sui nostri monumenti giace la sabbia dell’Etna, che noi abbiamo pagato per rimuoverla con dei debiti fuori Bilancio. L’amministrazione comunale deve vigilare su questi aspetti. La tassa di soggiorno sarebbe la panacea del Piano di riequilibrio, secondo l’assessore Cilona? Invece può incidere solo su quelli che sono gli sforamenti del Patto di stabilità. Per come è stato presentato il ricorso abbiamo il 70 per cento di possibilità. Il 30 per cento lo lascio al Piano di riequilibrio, che andrebbe rivisto. In questa rimodulazione dovranno essere esposti in modo diverso i punti a favore del comune di Taormina, perché il ricorso affronta tematiche importanti. In quel Piano di riequilibrio mancano i grafici, che sono d’impatto per chi legge ed esamina. Serve impostare la politica economica della città con i flussi di cassa, sennò non andremo da nessuna parte».

I debiti fuori bilancio pesano come un macigno sulle casse comunali – I primi tre punti all’ordine del giorno sono considerati «atti tardivi» dal consigliere comunale d’opposizione Pinuccio Composto, mentre Antonio Lo Monaco ha fatto notare che «i debiti fuori bilancio sono una storia vecchia». Dal canto suo, il segretario generale Michelangelo Lo Monaco ha ricordato che «la regione fino a oggi non ha dato 1 euro e il ministero dell’Interno ha trasferito solo 150 mila euro in un anno». Debiti fuori bilancio, un argomento centrale nelle dinamiche di questi giorni della politica taorminese, soprattutto se si pensa al rischio default dell’ente. Una tematica che per le sue caratteristiche e per il suo impatto nello sviluppo finanziario del Piano di riequilibrio presentato dal comune, ha determinato la bocciatura da parte della sezione della Corte dei Conti siciliana. A tal proposito la Corte dei Conti aveva evidenziato che «la rappresentazione nel Piano dei debiti fuori bilancio non è veritiera, in quanto emergerebbe un quadro della situazione debitoria ben più grave».

Cosa sono i Debiti fuori Bilancio? – Mentre il Piano di riequilibrio economico-finanziario presentato dal comune di Taormina aveva palesato un’esposizione debitoria relativa a debiti fuori bilancio riconoscibili, quantificata in oltre 13 milioni di euro, di cui oltre 12 milioni per debiti derivanti da sentenze esecutive e oltre 937 mila euro per altre spese. In attesa di conoscere la sentenza della Corte dei Conti di Roma sul dissesto o meno del comune di Taormina, occorre precisare cosa sono questi debiti fuori bilancio. Una vera e propria spina nel fianco per i comuni italiani. Stando a una definizione di debito fuori bilancio del Ministero dell’Interno con la circolare 20 settembre 1993 n. F.L.21/1993 dedicata ai problemi del risanamento degli enti locali territoriali in stato di dissesto, il debito fuori bilancio può essere definito come «un’obbligazione verso terzi per il pagamento di una determinata somma di denaro […] assunta in violazione delle norme giuscontabili che regolano i procedimenti di spesa degli enti locali». In sostanza i debiti fuori bilancio sono debiti che il comune fa e vanno al di là degli stanziamenti previsti dal bilancio di previsione. I debiti fuori bilancio, come dimostra il caso di Taormina, espongono l’ente a diverse controversie legali e stravolgono gli equilibri di bilancio.

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