bilancio partecipato
Alessandro Costantino, capogruppo Giardini Naxos Bene Comune

Il gruppo d’opposizione Giardini Naxos Bene Comune interviene sul tema del bilancio partecipato, che la giunta con la delibera del 26 novembre prende in considerazione. «Dalla lettura degli atti sembra però che l’iniziativa sia stata messa in atto solo per adempiere a quanto previsto dalla Legge Regionale 28/01/2014 n°5, che impone ai comuni di spendere almeno il 2 per cento del fondo perequativo comunale attraverso forme di democrazia partecipata, pena la restituzione di dette somme alla Regione, circostanza suffragata da quanto riportato nel testo della suddetta delibera di Giunta, dalla quale si evince che l’Amministrazione Comunale ha deciso di “aprirsi” alla cittadinanza per la destinazione di appena 41 mila euro circa “al fine di non incorrere nella sanzione consistente nella restituzione delle somme stesse” e dal fatto che appena il 2 per cento è stato destinato al bilancio partecipato, e non un centesimo di più», sottolinea il capogruppo di Giardini Naxos Bene Comune Alessandro Costantino.

«Il Bilancio Partecipato è una cosa seria, che dovrebbe diventare uno strumento ordinario di gestione degli enti locali e non solo una trovata estemporanea, approntata in fretta e furia per non perdere risorse regionali. Riteniamo che sia necessario regolamentarlo ed attuarlo attraverso diverse fasi: di informazione, consultazione, raccolta e valutazione delle proposte da parte della cittadinanza stessa, compresa una fase di monitoraggio, per tutti i soggetti interessati, di verificare gli effetti prodotti dai contributi prodotti. Invece, da quello che si evince dall’Avviso Pubblico diramato dall’Amministrazione, non è previsto alcuna occasione di confronto con la cittadinanza e non indica secondo quali criteri le proposte dei cittadini verranno valutate ed eventualmente preferite ad altre regolarmente pervenute. Per questi motivi abbiamo presentato una bozza di regolamento del bilancio partecipativo e chiesto all’Amministrazione se intende destinare somme maggiori rispetto al minimo previsto dalla legge, da spendere attraverso attraverso forme di democrazia partecipata».

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