Alcantara
Foce Alcantara

Gravi pericoli per l’ambiente circostante – Quanti torrenti nel territorio del messinese. Dalla città passando per la grande provincia le fiumare sono davvero tantissime e dunque, per mettere in sicurezza il territorio, non si possono ignorare questi corsi d’acqua che spesso e volentieri vengono invasi da una cementificazione indiscriminata. Alcuni torrenti, però, sono interessati da dei fenomeni geomorfologici che da diversi decenni stanno modificando gli alvei pedemontani delle fiumare e in particolar modo dell’ Alcantara e del Patrì. Un processo che può determinare gravi pericoli per l’ambiente circostante. Ad evidenziarlo è uno studio sulla manutenzione, difesa e valorizzazione ambientale che riguarda le fiumare della Sicilia nordorientale realizzato dal professor Franco Ortolani, dall’ingegnere Angelo Spizuoco, dalla dottoressa Silvana Pagliuca, dal dottor Valerio Buonomo, dall’ingegnere Anna Spizuoco, dal dottor Peppe Caridi e il coordinatore tecnico scientifico è stato l’architetto Giuseppe Aveni.

Manutenzione geo-ambientale destinati a ripristinare la geometria e il profilo degli alvei – Uno studio che è contenuto nel libro “Il sistema ambientale italiano nel contesto del bacino Mediterraneo”. «Nella Sicilia nordorientale si rinvengono le evidenze eccezionali delle modificazioni ambientali connesse all’attuale periodo di cambiamento climatico. Il loro studio ha consentito di individuare gli ambienti più sensibili che da alcune decine di anni si stanno modificando in tempo reale e in relazione alle caratteristiche idrogeologiche, come ad esempio i versanti costituiti da rocce particolarmente sensibili alla pedogenesi e ai dissesti, le valli pedemontane del versante tirrenico e Jonico dei monti Peloritani, i litorali sabbiosi», fanno notare gli studiosi. Per tutte queste aree, con particolare riferimento all’ Alcantara e al Platì, i ricercatori e i professionisti hanno proposto interventi di manutenzione geo-ambientale destinati a ripristinare la geometria e il profilo degli alvei nelle zone pedemontane dell’inizio del secolo scorso, tramite asportazione meccanica dei sedimenti da posizionare sulle spiagge alimentate dagli stessi corsi d’acqua.

Creazione di vasche di espansione per garantire la sicurezza delle aree abitate – In sostanza si tratterebbe di asportare milioni di sedimenti selezionati dello stesso tipo litologico e colore di quelli esistenti lungo le spiagge. I sedimenti selezionati e trasportati sulle spiagge consentirebbero di effettuare un ripascimento di importanza strategica per l’assetto ambientale e ovviamente ne usufruirebbe anche l’aspetto socio-economico dei litorali che rappresentano il supporto fisico di gran parte dell’economia turistica siciliana. Gli studiosi, inoltre, nelle loro analisi rilevano che i prelievi lungo le aste torrentizie avverrebbero sulla base di adeguati progetti di restauro ambientale degli ambienti fluviali in modo da determinare una fruibilità ecocompatibile e sicura delle fiumare. Gli studiosi, a tal proposito, parlano della creazione di vasche di espansione inserite nel piano di restauro ambientale, che garantirebbero una maggiore sicurezza alle aree abitate e situate a valle che di solito vengono inondate durante gli straordinari eventi piovosi causati dal transito dei cumuli nembi (si tratta di nubi a forte sviluppo verticale che si diffondono in condizioni di grave instabilità atmosferica).

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