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Taormina, Palazzo dei Giurati

La passività nei confronti dell’Asm – Nel ricorso presentato dal comune di Taormina alla Corte dei Conti di Roma per evitare il default, tramite gli avvocati Gaetano Callipo, Pietro De Luca e Marcello Scurria, ci sono da analizzare alcuni punti che erano stati messi in discussione dalla sezione della Corte dei Conti siciliana e proprio su tali aspetti i legali dell’ente taorminese hanno ritenuto opportuno fare delle precisazioni. Dopo aver parlato nei giorni scorsi delle questioni inerenti i pesanti contenziosi che mettono in difficoltà le casse di Taormina, tra i punti del ricorso, nell’ultima parte del testo, c’è anche la vicenda sulle passività delle partecipate. In sostanza la sezione della Corte dei Conti siciliana aveva evidenziato le criticità rappresentate nella deliberazione impugnata riguardo l’inosservanza dell’obbligo di conciliazione contabile in relazione alle situazioni di debito/credito con gli organismi partecipati dall’ente e in particolare con l’Asm. Tali aspetti, secondo gli avvocati del comune di Taormina, sarebbero «insussistenti».

La vicenda Asm secondo gli avvocati del comune – Anzi, i legali parlano in maniera esplicita di «travisamento dei fatti, difetto di motivazione, omessa valutazione di fatti e circostanze rilevanti». Gli avvocati, inoltre, fanno presente nel ricorso consegnato qualche giorno fa nella Capitale, che il comune il 19 giugno 2015 ha riferito alla sezione regionale che «il credito di oltre 6 milioni di euro dell’Asm verso l’ente, contabilizzato tra i residui passivi, in realtà deve essere regolarizzato con le partite ancora aperte i cui importi complessivi sono riportati tra i residui attivi, dando luogo a un saldo attivo in favore dell’Asm di circa 22 mila euro». I legali fanno notare che «la mancata osservanza dell’obbligo di conciliazione contabile costituisce un inadempimento di natura formale che non influenza la sostenibilità del Piano di riequilibrio». Considerazioni del genere, dal punto di vista degli avvocati incaricati dal comune, possono essere menzionate nei confronti delle altre società partecipate.

Si sarebbe attivata la procedura per il recupero di 299 mila euro nei confronti del Cufti – Quindi, oltre all’Asm, il riferimento è a Messinambiente. Altro aspetto contestato dalla sezione della Corte dei Conti siciliana è quello inerente i proventi degli immobili comunali. I dati del comune, ha specificato la sezione della Corte dei Conti, «non sono accompagnati da una specifica e dettagliata quantificazione dei maggiori proventi e sono prive di documentazione idonea a dimostrarne la fondatezza». Ma, secondo gli avvocati del comune di Taormina, questa osservazione sarebbe «infondata», in quanto l’ente, il 19 giugno 2015, avrebbe provveduto all’adeguamento dei dati Istat dei canoni di locazione, ha attivato le procedure di evidenza pubblica per la concessione in locazione di 4 immobili comunali sul Corso Umberto e in viale san Pancrazio, si sarebbe provveduto a regolarizzare la titolarità di alcuni immobili nel comune di Catania pervenuti per lascito testamentario al fine di procedere alla loro valorizzazione, si sarebbe provveduto ad attivare la procedura per il recupero di 299 mila euro nei confronti del Cufti, ovvero il Consorzio Universitario per la Formazione Turistica.

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