Francesco Alliata presentazione libro a Casa Cuseni Taormina
Da sinistra: Ninni Panzera, Vittoria Alliata, Fulvia Toscano e Alberto Samonà

Fulvia Toscano: «Questo evento è un omaggio a Francesco Alliata, un personaggio poliedrico» – Pomeriggio culturale al Museo di Casa Cuseni. Ieri, infatti, si è svolta la presentazione del libro “Il Mediterraneo era il mio regno – Memorie di un aristocratico siciliano” di Francesco Alliata. Ne hanno parlato Vittoria Alliata, Ninni Panzera, Fulvia Toscano, Franco Spadaro e Alberto Samonà. Una sala piena, con diversi ospiti in piedi. Un buon segno per Taormina e il territorio circostante, che ha dimostrato una grande attenzione verso un personaggio davvero unico. Tra i presenti anche l’assessore alla Pubblica Istruzione del comune di Taormina, Pina Raneri. La presidente del Festival delle narrazioni Naxoslegge, Fulvia Toscano, ha voluto ricordare la grandezza di Francesco Alliata e nello stesso tempo ha annunciato un nuovo progetto, insieme a Casa Cuseni, che parlerà del viaggio. Non poteva esserci occasione migliore per parlare di un argomento del genere: «Questo evento è un omaggio a Francesco Alliata, un personaggio poliedrico. È una serata particolare in cui stiamo ufficializzando un progetto che si realizzerà a Casa Cuseni, ovvero un Festival sul Viaggio che abbiamo deciso di chiamare Nostos».

Alberto Samonà: «La storia di Francesco Alliata è la storia di chi non accetta compromessi» – È intervenuto anche il direttore del Museo di Casa Cuseni, Franco Spadaro, che ha ricordato il valoro culturale e intellettuale di questa Casa: «Per proteggere Casa Cuseni occorre custodire la sua storia. Tra queste mura c’è la storia di Taormina, di ciò che la città è diventata nel corso del Novecento. Taormina è libertà di religione, sessualità e così via. La libertà che c’è a Taormina è un valore assoluto. Per quanto riguarda il Festival del Viaggio, invece, mi piacer ricordare che è un tema coerente con la storia di Casa Cuseni, di Taormina e della Sicilia in generale. Casa Cuseni fa parte di Taormina e a breve apriremo agli studiosi il nostro archivio». Il giornalista Alberto Samonà, invece, si è soffermato sulla personalità di Francesco Alliata, un personaggio contemporaneo: «La storia di Francesco Alliata è la storia di chi non accetta compromessi. Il suo libro richiama delle suggestioni gattopardine, pur non essendo Alliata un gattopardo. Se da un lato la nostra terra è annichilita dalla perdita di identità, particolarità architettonica e naturale, la Panaria, invece, nasce da una visione opposta. Non è un libro da mettere nel cassetto e dimenticare, perché è attuale, contemporaneo. È un libro che guarda la realtà con gli occhi di chi deve raccontarla».

Ninni Panzera: «Mentre il Duomo di Messina era in fiamme, Francesco Alliata si preoccupava di riprendere quelle immagini» – Il segretario generale di Taormina Arte, nonché grande esperto e appassionato di cinema, Ninni Panzera, con un racconto colmo di particolari, ha parlato di Francesco Alliata e della sua vita legata al contesto cinematografico. Ninni Panzera, in sostanza, ha condotto gli ospiti di Casa Cuseni al documentario di Nello Correale, “I ragazzi della Panaria Film” che è stato proiettato a conclusione della serata. Per capire la singolarità di Francesco Alliata e la sua passione per il cinema e per le riprese, è sufficiente menzionare un particolare raccontato da Ninni Panzera: «È significativa una sua presenza nell’agosto del 1943, nel pieno dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale, a Messina. Mentre il Duomo della città dello Stretto era in fiamme, Francesco Alliata si preoccupava di riprendere quelle immagini incontrando un uomo mitico per Messina, ovvero monsignor Paino». E poi c’è il periodo napoletano: «In caserma troverà una sala cinematografica e inizierà a proiettare in periodo di guerra i film muti». Chissà, Francesco Alliata sarebbe piaciuto a Martin Scorsese che in un suo recente film, Hugo Cabret, ha celebrato la nascita del cinema e la passione che muoveva i registi di quel tempo. Infine ha parlato Vittoria Alliata, la figlia del principe, che ha ricordato il legame della sua famiglia con il territorio di Taormina: «Siamo molto legati a questi posti ed è importante salvare questi luoghi. Malgrado l’assedio dell’edilizia circostante è importante conservarli. È questo il messaggio principale di mio padre. Mia nonna Vittoria, messinese, era una san Martino de Spuches. Dunque la mia infanzia passava nella sua proprietà e mi raccontava di questo castello meraviglioso, Villagonia, che è stato distrutto per costruire le baracche della stazione ferroviaria. Era un castello aragonese che fu raso al suolo. Il mio bisnonno, però, aveva salvato i reperti di questo castello, quelli artisticamente più significativi, e li aveva trasferiti nella sua proprietà che andava dalla campagna di Trappitello fino al mare».

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