Taormina, patate fritte sul Corso Umberto
Taormina, patate sul Corso Umberto

«Dissenso dei proprietari dell’immobile» – Qualcosa frigge in pentola. Si, l’apertura del franchising di patate fritte sul Corso Umberto a pochi metri dal Duomo di Taormina e dal Palazzo comunale è imminente. Però monta la polemica, perché il problema, oltre ad essere culturale e legato ai concetti di estetica e bellezza, è anche legale. Si sta passando dalla Taormina dei viaggiatori alla Taormina del mordi e fuggi. Una decadenza che, da qui a breve, inciderà sulle casse del turismo di lusso che rappresenta un vanto per la Perla dello Jonio. L’avvocato del proprietario dell’immobile in cui sorgerà la friggitoria, Francesco La Face, sottolinea che c’è «l’aperto dissenso dei proprietari dell’immobile». In sostanza chi oggi aprirà la friggitoria ha un contratto con il proprietario dell’immobile, ma non l’avrebbe rispettato in quanto ha apportato delle modifiche non autorizzate dalla proprietà.

Il comune poteva impedire tutto ciò e non l’ha fatto – Proprietà che, intanto, ha sollevato la questione alle autorità comunali sottolineando il proprio dissenso, in quanto loro non hanno autorizzato nulla di tutto ciò. Il contratto di locazione, dunque, è in via di risoluzione in quanto ci sono le cause in corso, perché la proprietà non ha mai autorizzato alcuna trasformazione. «I soggetti che stanno avviando questa attività, non hanno il titolo per eseguire i lavori», afferma l’avvocato La Face. Quindi il comune aveva gli strumenti per impedire una situazione del genere e invece non l’ha fatto. Gli uffici preposti comunali (l’ufficio Suap) avrebbero dovuto sospendere i lavori, impedire che venissero ultimati. Invece non è accaduto nulla di tutto ciò, a causa del circolo vizioso in cui Ponzio Pilato è il solito protagonista. La proprietà dell’immobile, in sostanza, ha messo in luce come gli affittuari non hanno la titolarità per eseguire la trasformazione.

Non pagano il canone d’affitto da 25 mesi e sono in corso le cause per la risoluzione del contratto – Il risultato di tutta questa vicenda, dove nessuno si è assunto la responsabilità di interrompere i lavori e impedire l’apertura della friggitoria, è che da lunedì si scatenerà l’ennesima guerra giudiziaria. Si, perché la proprietà ha depositato alla Stazione dei Carabinieri, al Comando della Guardia di Finanza e alla Polizia Municipale, un esposto in cui vengono stigmatizzati i comportamenti dei pubblici funzionari. L’avvocato Francesco La Face, conferma che «faremo ricorso contro questi occupanti abusivi per un provvedimento d’urgenza, faremo un ulteriore esposto alla Procura della Repubblica». La proprietà parla, senza troppi giri di parole, di abusivi in quanto gli affittuari non pagano il canone d’affitto da 25 mesi e sono in corso le cause per la risoluzione del contratto. La friggitoria e i friggitori, dunque, rischiano di essere abusivi sia dal punto di vista commerciale che per la detenzione dell’immobile. In sostanza stanno dentro un immobile da oltre due anni non pagando l’affitto, senza che non sia emessa alcuna sentenza. I miracoli della giustizia italiana. Intanto un altro tassello nella decadenza del centro storico di Taormina è stato posizionato.

© Riproduzione Riservata

Commenti