inceneritore

Entro il 21 novembre sono state presentate le osservazioni al Ministero dell’Ambiente sulla procedura di valutazione di impatto ambientale riguardante l’impianto di valorizzazione energetica di Css (Combustibile Solido Secondario) da realizzarsi nella Centrale Termoelettrica esistente di San Filippo del Mela, in pratica la realizzazione di un inceneritore. Sul sito internet del Ministero sono consultabili tali documenti ed è facilmente rilevabile come i comuni che insistono nella zona interessata, le associazioni e i comitati del territorio (Zero Waste Sicilia, Wwf Italia-Delegazione Sicilia, “Rita Atria”, Ordine provinciale dei medici di Messina, Comitato “Lenzuoli 27 settembre”, Comitato Mamme per la Vita, Comitato No CSS Inceneritore Valle del Mela, Associazione I Cittadini Villafranca Tirrena, Associazione Mediterranea per la Natura, Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori, Legambiente del Tirreno, Circolo territoriale di Legambiente Onlus – Roma, Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute dei Cittadini, Comitato dei Cittadini contro l’Inceneritore del Mela) e diversi gruppi di privati cittadini hanno voluto esprimere la loro forte contrarietà al progetto mostrando le loro valutazioni, basandole sia su aspetti meramente tecnici ma dirimenti sia su considerazioni, definiamole di “buon senso”, che sono assolutamente da tenere in considerazione, soprattutto perché vengono da chi vive in un territorio ambientalmente devastato.

«Le istituzioni e i cittadini, in sintesi, illustrano che l’incenerimento dei rifiuti stride con le indicazioni europee che prevedrebbero, piuttosto, un modello di sviluppo basato sulla riduzione dei rifiuti e sul conseguente recupero di materia per fronteggiare la prevedibile scarsità di risorse che interesserà l’intera economia mondiale; tra le conseguenze negative dell’incenerimento dei rifiuti, c’è la trasformazione di utile materia in scorie ceneri polveri ed emissioni di sostanze inquinanti altamente nocive e tossiche sia per l’ambiente che la salute delle persone; l’ubicazione dell’impianto è in contrasto con il piano paesaggistico, con le esigenze di tutela delle evidenze archeologiche all’interno della stessa Centrale e con la naturale vocazione del territorio (turismo e agricoltura); l’impianto ricade in un’area dichiarata Sito di Interesse Nazionale (Sin) e Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale (Aerca); l’utilizzo del Css è molto più inquinante rispetto al combustile fossile utilizzato attualmente per produrre energia elettrica; la capacità dell’impianto è sovradimensionata rispetto alle reali necessità; il progetto, inoltre, è difforme anche rispetto al piano regionale dei rifiuti e agli obiettivi della Strategia Energetica Nazionale; manca la valutazione degli impatti cumulativi e l’analisi dei costi benefici reali e complessivi, anche ambientali, ed una loro quantificazione economica», spiega Aldo Lenzo, di Zero Waste, uno dei promotori, insieme ad altri privati cittadini, di una serie di osservazioni inviate al Ministero.

Certo, tra le varie note presentate, si trova anche un documento-petizione, inviato da alcuni cittadini del comprensorio della Valle del Mela, i quali sostengono che le emissioni inquinanti delle aziende sul territorio non sono alla fine così esagerate e anzi diventerebbero secondarie rispetto alle altri fonti di inquinamento come il parco auto dell’intera provincia di Messina (che ci azzecca!!), i mezzi pesanti adibiti al trasporto di persone e cose, le caldaie che ci consentono di riscaldare le nostre abitazioni in pratica o andiamo solo a piedi e moriamo di freddo oppure ci dobbiamo sopportare anche l’inceneritore; e, non da ultimo, il Ministero dovrebbe valutare anche il fatto che le allodole e i merli sono tornati a volare nelle zone interessate e quindi vuol dire che l’aria è buona! Ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero, ma in tal senso ripeto che a supporto delle varie osservazioni, l’unico strumento di partecipazione democratica sarebbe il referendum popolare. Ma qualcuno non lo vuole.

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