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L’Europa c’ha la guerra addosso – Gli attentati di Parigi hanno risvegliato dal sonno l’Europa. L’hanno gettata con violenza fuori dal letto in cui si era rintanata e impigrita. Il vecchio continente, del resto, era diventato sordo alle esigenze della popolazione e in preda a una confusione in alcuni casi imbarazzante aveva smarrito la propria bussola. Dalla Seconda guerra mondiale a oggi, in effetti, l’Europa ha guardato i conflitti (tranne alcune rare eccezioni) come se stesse vedendo un programma televisivo in poltrona. Con partecipazione, forse con emozione, ma si trovava pur sempre davanti a un piccolo schermo. Oggi, invece, qualcosa è cambiato. I continui attentati a Parigi, i fatti di Hannover e di Bruxelles. Gli allarmi in giro per i vari stati e qualche cittadino ebreo pugnalato o ucciso in diverse città del continente. L’Europa c’ha la guerra addosso e non basterà una marcia della pace per lavare questi panni sporchi.

Il 25enne pakistano in procinto di imbarcarsi per Parigi – Persino in Sicilia, porta dell’Europa e isola al centro del Mediterraneo, si respira, nelle città più popolate, un’aria diversa. Negli ultimi giorni, in particolar modo, sono stati arrestati cinque stranieri tra Catania e Palermo di nazionalità maliana, siriana e albanese e l’allerta terrorismo è salita al livello 2 con tanto di obiettivi sensibili segnalati come, ad esempio, la Valle dei Templi. Nella serata di ieri, invece, la polizia di Stato ha arrestato un cittadino pakistano diretto a Parigi. Aslan Temour, 25 anni, era in procinto di imbarcarsi su un volo di linea “Palermo-Parigi”, munito di un passaporto falso. Alle “partenze” dell’aeroporto “Falcone Borsellino”, un controllo accurato e congiunto di personale Digos e della Frontiera Aerea ha intercettato il pakistano quando stava già svolgendo le procedure di accettazione per la partenza del volo diretto all’aeroporto di “Parigi Orly”.

Da queste parti “c’è un passio” che conosciamo bene – Il controllo sul conto dell’aspirante passeggero ha permesso, innanzitutto, di disvelare una sua annosa permanenza in territorio “Schengen” nel corso della quale il cittadino ha dato prova di scaltrezza ed abilità per quanto riguarda l’alterazione dei propri dati anagrafici. Ma grazie al ricorso ad almeno due “alias” (diverse identità), Temour, a partire dal 2011, è riuscito a superare i controlli italiani e transalpini, facendo la spola tra Italia e Francia. La Sicilia, dunque, si conferma terra di passaggio in tutti i sensi e per tutte le persone di diversa nazionalità. Da queste parti “c’è un passio” che conosciamo bene. Vengono, restano per poi andare di nuovo via sia i siciliani in cerca di lavoro, ma adesso anche gli islamici, alcuni in cerca di una vita migliore e altri per perseguire il loro fanatismo che fa capo al presunto Stato Islamico. In un clima così teso e in una situazione così drammatica, si può utilizzare un po’ di ironia, senza che nessuno si offenda, e dire come la Sicilia, a prescindere dai tempi che cambiano (in peggio) si conferma terra di passaggio. Una disgrazia senza fine, ma che in questo caso ha i suoi lati positivi.

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