Dissesto idrogeologico
Taormina, frana sotto la piscina comunale

Accedere ai fondi del 2015-2016 – Questa mattina si è svolto al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, l’incontro tra il sindaco di Taormina Eligio Giardina e il capo di gabinetto del ministro Gian Luca Galletti e il funzionario responsabile dei progetti per risolvere i problemi dei dissesti idrogeologici. «Il ministero dell’Ambiente, ha fatto sapere il primo cittadino di Taormina, metterà a disposizione della città tutte le informazioni, il personale specializzato e i rilievi territoriali in loro possesso in modo da collaborare con l’equipe del geologo Franco Ortolani per accedere ai fondi del 2016». L’assessorato all’Ambiente, dunque, ha dato la propria disponibilità per rammendare il territorio di Taormina, che nell’ultimo periodo è soggetto a frane e smottamenti lungo i versanti. Da Roma, a quanto pare, vorrebbero chiudere questo discorso in breve tempo in modo da non procurare ulteriori danni alla Perla dello Jonio.

Un progetto per accedere ai fondi – In sostanza nascerà una collaborazione tra i consulenti del ministero dell’Ambiente e il geologo Franco Ortolani con il suo staff che in queste settimane hanno realizzato diversi sopralluoghi e studi sul territorio. Adesso il sindaco metterà in contatto gli esperti del comune, che hanno ricevuto un incarico di massima dal primo cittadino, con quelli del ministero e si dovrà mettere nero su bianco una progettualità per poter accedere a dei fondi necessari a svolgere dei lavori ben precisi lungo il territorio taorminese. Se il comune, nella lettera inviata a Roma, chiedeva un contributo per rilevamenti, studi, indagini, analisi ed elaborazione delle carte tematiche per la valutazione delle più significative modificazioni geoambientali dei versanti, per definire la pianificazione e la riqualificazione ambientale finalizzata alla salvaguardia e alla tutela del territorio taorminese, in un primo momento a Palazzo dei Giurati si dovranno “accontentare” di approfondire la vicenda con gli esperti del Ministero.

La disponibilità del ministero – Al momento niente fondi dalla Capitale, ma c’è la disponibilità di poter usufruire del proprio personale. Del resto «l’esigenza di elaborare carte e dati esistenti nonché la raccolta di nuovi dati relativi agli eventi verificatisi negli ultimi anni lungo i versanti dell’altopiano su cui sorge Taormina centro, mediante rilevamento diretto o tramite l’utilizzo di drone, per sintetizzare le caratteristiche geologiche, stratigrafiche, geomorfologiche, idrogeologiche vegetazionali e idrauliche del territorio», era qualcosa già scritto nella lettera inviata dal comune alcune settimane fa. L’obiettivo finale, dunque, resta sempre quello di realizzare un piano di riqualificazione strategica e ambientale della città di Taormina. Ma per realizzare tutto ciò dovrà essere creata un’adeguata cartografia tematica in modo da indicare le diverse situazioni di assetto geoambientale del territorio. In poche parole servono indagini, studi e progetti per realizzare interventi destinati a valorizzare il suolo e la vegetazione originaria.

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