dissesto idrogeologico

Esporre le esigenze del territorio – Il sindaco di Taormina, Eligio Giardina, è stato convocato per la giornata di mercoledì 25 novembre al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare. Il primo cittadino della Perla dello Jonio incontrerà il ministro Gian Luca Galletti o il suo capo di gabinetto e dovrà esporre le esigenze del territorio di Taormina che deve affrontare un problema di dissesto idrogeologico. Durante il suo primo sopralluogo alla Villa comunale, alla funivia, alla Madonna delle Grazie e alla Piscina, il geologo Franco Ortolani aveva avanzato «l’idea di installare dei pluviometri moderni, che costano 3 mila euro, i quali sono in grado di intercettare l’inizio del nubifragio». Un modo per mettere in sicurezza le cittadine e i cittadini di Taormina. Un’idea che l’ordinario di Geologia presso l’Università Federico II di Napoli aveva esposto nei suoi studi, insieme al suo staff.

Un contributo per rilevamenti, studi, indagini, analisi ed elaborazione delle carte tematiche – Oltre a mettere in luce le criticità del territorio di Taormina e in particolar modo dei versanti, che le piogge degli ultimi tre mesi hanno messo in evidenza, al centro del confronto ci sarà quella lettera che il sindaco aveva inviato un mese fa al ministro Galletti in cui chiedeva un contributo per rilevamenti, studi, indagini, analisi ed elaborazione delle carte tematiche per la valutazione delle più significative modificazioni geoambientali dei versanti, per definire la pianificazione e la riqualificazione ambientale finalizzata alla salvaguardia e alla tutela del territorio taorminese. Il sindaco, coadiuvato dagli esperti, ha posto l’attenzione sull’Effetto Alcantara-Agrò che caratterizza anche il territorio di Taormina. Ormai, si legge nella missiva, è diventata fondamentale «l’esigenza di elaborare carte e dati esistenti nonché la raccolta di nuovi dati relativi agli eventi verificatisi negli ultimi anni lungo i versanti dell’altopiano su cui sorge Taormina centro, mediante rilevamento diretto o tramite l’utilizzo di drone, per sintetizzare le caratteristiche geologiche, stratigrafiche, geomorfologiche, idrogeologiche vegetazionali e idrauliche del territorio».

Un piano di riqualificazione strategica e ambientale della città di Taormina – Inoltre dovranno essere individuate le situazioni geoambientali che durante i nubifragi possono innescare eventi franosi lungo i versanti che circondano il centro storico di Taormina. In sostanza il comune della Perla dello Jonio vorrebbe realizzare un piano di riqualificazione strategica e ambientale della città di Taormina, ma per fare ciò serve un’adeguata cartografia tematica in modo da indicare le diverse situazioni di assetto geoambientale del territorio. In poche parole servono indagini, studi e progetti per realizzare interventi destinati a valorizzare il suolo e la vegetazione originaria. Per fare tutto ciò, però, il comune di Taormina ha chiesto un contributo economico al ministero dell’Ambiente per realizzare un qualcosa che potrebbe essere un progetto pilota per il territorio regionale e nazionale.

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