Gaetano Saglimbeni
Il giornalista taorminese Gaetano Saglimbeni

Il 22 novembre scorso il giornalista taorminese Gaetano Saglimbeni ha festeggiato ottantatré anni, di cui cinquanta prestati al giornalismo, venti di questi trascorsi in giro per il pianeta Terra come inviato del settimanale “Gente”. Le nozze d’oro con il mestiere più bello del mondo Saglimbeni le suggellerà i primi di dicembre con un libro, “I miei 5o anni di giornalismo”. Settanta capitoli di una “storia d’amore” che, a sua volta, racchiude tante piccole grandi storie di vita, alcune vicine altre lontane, dalla povertà più arida dei Paesi africani al folgorante lusso degli attori Hollywood. Dal viaggio in Cina al seguito di Sandro Pertini in visita di Stato a quello nella Siberia dei “gulag” comunisti, dalla Cuba di Fidel Castro all’India di Madre Teresa di Calcutta. E ancora, il Sud America infestato dal terrorismo di “tupamaros” e “montoneros” e l’Africa delle bande che uccidevano missionari e rapivano bambini per venderli agli spacciatori di organi. Sono solo alcuni dei momenti più intensi della carriera di Gaetano Saglimbeni.

Una carriera che lo ha visto dar voce a illustri rappresentanti del mondo dell’arte, dello sport, della politica, della storia. “I Direttori mi facevano scrivere di tutto…”, racconta lo stesso giornalista. Memorabili i “dietro le quinte” di Hollywood, ma altrettanto le interviste ai divi premiati nel corso degli anni al Teatro greco di Taormina con il David di Donatello (Marlene Dietrich, Cary Grant, Ingrid Bergman, Gregory Peck, Audrey Hepburn,  Glenn Ford,  Rita Hayworth, Anthony Quinn, Joan Crawford,  Jack Nicholson,  Liz Taylor, Richard Burton, Lana Turner, Jack Nicholson, Julie Christie, Anthony Perkins, Shirley MacLaine, Henry Fonda, Susan Hayward, Al Pacino).

Il tutto senza mai fare sconti a nessuno, e riportando i retroscena più scomodi delle vite dei vip, senza piegarsi alle omissioni e alle reticenze imposte al tempo dallo star-system. Basti pensare ai racconti delle vacanze segrete di Greta Garbo a Taormina – nella villa del dietologo “gay” che non aveva voluto sposare a Hollywood – e del suo contendersi con la Dietrich l’amore della stessa donna. Passando per le tumultuose vicende matrimoniali – definite dalla seconda moglie “da cocotte imbellettata” – di Rodolfo Valentino e per i costumi allegri di Charlie Chaplin che – noto per il suo vizio di ingravidare minorenni che era poi costretto a sposare – insidiò la giovanissima amante del magnate della carta stampata William Hearst, che lo ospitava sul suo splendido panfilo in crociera; e questi, sparando al buio tra i fumi dell’alcol, colpì a morte l’incolpevole regista Tom Ince. Impietoso anche il ritratto di Cary Grant: “Elegante in smoking, eccitante in vestaglia, deludente in pigiama, una frana sotto le lenzuola”, per la ex moglie miliardaria Barbara Hutton.

Ed ecco ancora il “giovane leone” Montgomery Clift, che rifiutò i letti di Liz Taylor e Marilyn Monroe e fu definito da Clark Gable “un intellettuale pieno di boria e un imponente che faceva finta di essere omosessuale”; e il dramma della stessa Marilyn, che moriva sola e disperata a 36 anni, imbottita di barbiturici, dopo aver chiesto invano un po’ di affetto ai potenti che ne avevano posseduto il corpo. Prese di mira dalla penna di Saglimbeni anche le lettere – soprattutto quelle d’amore – di Gabriele D’Annunzio, definito “maestro” in raggiri ad amanti  facoltose; di Pablo Picasso, per lui il più crudele con mogli, amanti e modelle, e di tanti altri.

Ricca di fascino anche la parte del libro in cui a raccontare i fatti sono gli stessi protagonisti. Ad esempio la ginnasta rumena Nadia Comaneci, trionfatrice a 14 anni nell’Olimpiade canadese, che ricorda le violenze subite per anni in patria dal figlio del dittatore comunista Ceausescu; e la baronessa tedesca Frieda Richthofen, moglie dello scrittore inglese David Lawrence, che racconta i suoi “giochi sotto la pioggia” con il mulattiere Peppino D’Allura in un vigneto di Taormina, che al marito funsero da ispirazione per “L’amante di Lady Chatterley”. E ancora, la testimonianza della fiorentina contessa di Castiglione, inviata a Parigi da Cavour, che parla del rapporto avuto con Napoleone III per convincerlo ad allearsi con l’Italia contro l’Austria; e di Ringo Star sulla “farsa” dei  Beatles che avrebbero sniffato droga nelle toilette di Buckingham Palace in attesa di essere ricevuti dalla regina per i titoli di baronetti. Sono solo assaggi di un libro capace di fotografare cinquant’anni di storia fra il serio e il faceto, la cronaca e il gossip, la tragedia umana e la farsa. Il degno coronamento di una carriera, quella di Gaetano Saglimbeni, divisa fra la sua amata Sicilia e il resto del mondo, con la missione di dipingerne a regola d’arte le mille sfaccettature.

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