Lungomare di Giardini Naxos durante una recente mareggiata
Lungomare di Giardini Naxos durante una recente mareggiata

I ricercatori studiano la spiaggia di Giardini Naxos – Giardini Naxos e il problema delle mareggiate. Un problema che, con il trascorrere del tempo, rischia di trasformarsi in una catastrofe ambientale. Con la conclusione della stagione estiva la spiaggia del paese della provincia di Messina diminuisce e in alcuni punti sparisce. Un fenomeno che è stato oggetto di studio da parte di un gruppo di esperti che hanno pubblicato un libro, “Il sistema ambientale italiano nel contesto del bacino Mediterraneo”, il quale riassume studi, analisi e sopralluoghi da parte dei ricercatori. Per la precisione il lavoro è stato condotto dal professor Franco Ortolani, dall’ingegnere Angelo Spizuoco, dalla dottoressa Silvana Pagliuca, dal dottor Valerio Buonomo, dall’ingegnere Anna Spizuoco, dal dottor Peppe Caridi e il coordinatore tecnico scientifico è stato l’architetto Giuseppe Aveni. Un paragrafo di questo testo è dedicato anche a Giardini Naxos e alla mareggiata del 1° e 2 febbraio 2014. Si trattò di una mareggiata che aveva investito tutta la zona jonica, come succede spesso da queste parti. Quell’evento, però, aveva avuto un impatto significativo sui manufatti a causa della progressiva e irreversibile erosione della spiaggia.

Realizzare un ripascimento protetto ecocompatibile dei tratti di costa minacciati dall’erosione – Sono trascorsi quasi due anni da quegli studi, ma le parole dei ricercatori sono sempre attuali. L’erosione di sedimenti, di mareggiata in mareggiata, è irreversibile e gli effetti delle onde sono destinati a essere sempre più evidenti lungo la costa di Giardini Naxos. Gli studiosi, in particolar modo, evidenziano un problema «lungo vari tratti costieri dove è stata realizzata la linea ferroviaria che oggi si trova a rappresentare un ostacolo all’avanzante erosione. Le opere di protezione del rilevato ferroviario spesso costituiscono un’impropria “difesa costiera” e sono minacciate dal martellamento delle onde durante le forti mareggiate». Una situazione che dovrebbe essere monitorata con costanza e quindi sarebbe necessario un restauro geoambientale costiero. La proposta degli studiosi, considerando il valore ambientale e socio-economico delle spiagge di Giardini Naxos, è quella di realizzare un ripascimento protetto ecocompatibile dei tratti di costa minacciati dall’erosione.

Una “trappola di sedimenti” – Questo ripascimento, secondo i ricercatori, dovrebbe essere realizzato con sedimenti grossolani (ghiaia selezionata). Sedimenti che sono individuabili lungo varie fiumare il cui fondovalle non antropizzato e urbanizzato è colmato da milioni di metri cubi di sedimenti fossili che non saranno mai trasportati in mare. In questo caso l’alta valle dell’Alcantara ne è un esempio. Altri sedimenti per restaurare le spiagge, secondo gli studiosi, potrebbero essere rinvenuti nelle cave abbandonate. «Un idoneo e sostenibile restauro delle spiagge garantirebbe la sicurezza all’ambiente antropizzato e metterebbe a disposizione delle istituzioni pubbliche un nuovo territorio di elevato valore ambientale ed economico», affermano gli studiosi che parlano anche delle conseguenze del porto della cittadina del comprensorio di Taormina. «L’evoluzione morfologica delle ultime decine di anni della spiaggia di Giardini Naxos evidenzia che la costruzione del porto, all’estremità meridionale, costituisce una “trappola di sedimenti” che sono trasportati lungo la costa da mareggiate provenienti dal quadrante nordorientale. I sedimenti, dopo che si sono accumulati a ridosso del molo, non possono più essere rimossi naturalmente dalle mareggiate provenienti da sud est in quanto protetti dalla struttura foranea. In tal modo, continuano gli studiosi, la spiaggia a nord del porto è destinata a una irreversibile erosione che non può essere contrastata da barriere. Oltre alla scomparsa della spiaggia balneabile, concludono nel loro studio i ricercatori, si iniziano a verificare problemi per la sicurezza della strada litoranea e per la linea ferroviaria».

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