La Valle dei Templi di Agrigento tra gli obiettivi sensibile dell'Isis
La Valle dei Templi di Agrigento tra gli obiettivi sensibile dell'Isis

Misure di sicurezza rafforzate in tutta Europa per l’allarme terrorismo. Anche in Italia è stato di allerta e lo stesso vale per la Sicilia, dove le misure di sicurezza sono state rafforzate e intensificate dopo gli attentati di Parigi. L’emergenza è stata elevata al secondo livello, dunque può diventare operativo l’assetto dei reparti speciali e l’intervento immediato e il coinvolgimento delle forze speciali militari. A Palermo, Catania, Messina e negli altri capoluoghi di provincia è stato disposto un incremento delle forze dell’ordine nei luoghi strategici. Maggiori controlli, inoltre, sono stati predisposti su strade, porti e aeroporti, nei pressi di alcuni monumenti e di obiettivi sensibili in tutta la regione. Tra questi anche gli impianti sportivi e gli stadi, in occasione degli appuntamenti agonistici. Tra i siti archeologici ritenuti obiettivi sensibili c’è la Valle dei Templi di Agrigento e il prefetto Nicola Diomede, ormai da diversi giorni, ha predisposto di far controllare tutti i turisti con un metal detector. In un momento del genere non occorre fare allarmismo, ma serve mantenere alta l’attenzione.

Intanto a seguito della intensificazione dell’attività di prevenzione e di controllo del territorio disposta dal Questore di Catania, in relazione agli eventi criminosi verificatisi a Parigi lo scorso 13 novembre, il personale dell’Ufficio Polizia di Frontiera, nel corso di specifici servizi finalizzati ad implementare la vigilanza ed i controlli documentali in area aeroportuale, ha proceduto all’arresto di due cittadini maliani per i reati di possesso e fabbricazione di atto falso e uso di permesso di soggiorno falsificato. Nello specifico, nel corso della stessa mattinata, una pattuglia appiedata della locale Squadra Frontiera Aerea, nell’ambito dei servizi di controllo documentale a campione effettuati nei confronti di passeggeri presenti in zona arrivi “land side”, ha identificato due cittadini maliani, Keita Chiaka e Samake Beyake, in procinto di imbarcarsi per Malta, i quali esibivano, oltre i passaporti ordinari maliani in corso di validità, anche delle carte d’identità e dei permessi di soggiorno italiani che insospettivano immediatamente gli operatori di polizia. Gli immediati approfondimenti investigativi hanno fatto emergere la falsità dei permessi di soggiorno. I due extracomunitari, messi alle strette dalle precise, continue ed incalzanti domande fatte dai poliziotti, ammettevano che quei documenti in effetti non erano i loro ma che li avevano comperati a Napoli, nei pressi di quella Stazione di Piazza Garibaldi, da sconosciuti. Dopo gli accertamenti di rito i due maliani sono stati tratti in arresto ed associati, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, presso le “camere di sicurezza” della locale Questura in attesa del giudizio per “direttissima”. Analoghi servizi di vigilanza e controllo, effettuati nei giorni scorsi nell’ambito di queste attività di innalzamento del livello di sicurezza, hanno portato, altresì, all’arresto di un cittadino siriano, Khalil Alghazi, e di un cittadino albanese, Hasanaj Erol, entrambi responsabili del reato di possesso e fabbricazione di documenti falsi, in attesa di partire rispettivamente per Malta il primo e per Manchester il secondo.

Infine la Polizia di Stato di Agrigento ha tratto in arresto Atfi Moustapha, classe 1978, di nazionalità algerina, in esecuzione del provvedimento di esecuzione pene concorrenti e ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna per la pena residua di anni 8, mesi 5 e giorni 29 di reclusione, nonché mesi 5 e giorni 29 di arresto; Lamayzi Abderrahim, classe 1991, di nazionalità marocchina e Godpower Nengia, classe 1978, di nazionalità nigeriana, classe 1978, in quanto ritenuti responsabili del reato di reingresso illegale e clandestino nel territorio nazionale. All’esito delle attività investigative condotte dalla Squadra Mobile risultava che gli immigrati, colpiti da precedente provvedimento di espulsione in quanto già entrati in Italia fornendo diverse generalità, facevano rientro nel territorio nazionale, attraverso la frontiera marittima dell’isola di Lampedusa, unitamente ad altri migranti di varia etnia.

© Riproduzione Riservata

Commenti