Asu
Lavoratori Asu comune di Taormina

L’Odissea degli Asu – I lavoratori utilizzati in attività socialmente utili, al secolo conosciuti come Asu, sono una figura che da oltre 17 anni esercita le proprie funzioni negli enti della regione Sicilia. Era il 1997 quando sono stati avviati dalla regione gli Asu, i quali venivano utilizzati dagli enti locali, dalle Asp, dalle cooperative, le parrocchie in progetti specifici rivolti alla collettività per un periodo limitato nel tempo, di solito 12 mesi. In seguito arrivarono le proroghe e i lavoratori iniziarono a essere utilizzati in tutti gli ambiti della pubblica amministrazione. Uno spiraglio si era, poi, aperto con la legge regionale 5/2014 che prospettava un percorso di stabilizzazione da parte del governo regionale. Promesse, a quanto pare, rimaste tali. I lavoratori Asu, infatti, non godono dei diritti di un lavoro stabile. Anzi, in una concezione piramidale del lavoro si troverebbero al di sotto dei precari che possiedono un contratto.

Il paradosso degli Asu – Nel comune di Taormina i lavoratori Asu sono 28 e ormai da diversi anni svolgono la loro funzione all’interno degli uffici di Palazzo dei Giurati e nelle sedi decentrate di Trappitello e Mazzeo. C’è chi svolge le proprie mansioni nell’ufficio tecnico, chi nell’amministrazione, chi all’anagrafe e così via. Veri e propri lavoratori, indispensabili sotto diversi punti di vista per non rallentare la già lenta macchina burocratica del comune taorminese. Eppure sono degli invisibili, perché non possiedono un contratto. Il comune, infatti, si occupa soltanto del pagamento dell’Inail, mentre lo stipendio, che non arriva ormai da due mesi e corrisponde a circa 600 euro mensili, viene retribuito dalla regione. Sono invisibili, ma nello stesso tempo sono importanti i lavoratori Asu. Inoltre queste persone si trovano all’interno di un vero e proprio paradosso. Si, perché qualora il comune di Taormina dovesse dichiarare il dissesto economico-finanziario e dunque dovrà ridurre delle spese con il rischio (non la certezza) di mandare in mobilità una parte del personale assorbito negli ultimi anni, l’ente comunale si troverebbe a dover usufruire a tutti i costi del lavoro degli Asu fin che proroga consenta. In sostanza, oltre a essere importanti gli Asu si troverebbero a essere anche indispensabili.

Che ne sarà di loro? – Intanto la prosecuzione delle attività socialmente utili svolte dai lavoratori Asu, nella delibera della giunta municipale del comune di Taormina del 30 dicembre 2014, era stata prolungata al 31 dicembre 2015. Proroghe su proroghe, di anno in anno i lavoratori Asu devono ottenere una ulteriore conferma, mentre la regione, che in questo momento storico sta vivendo una grande confusione amministrativa, non ha mantenuto la promessa di stabilizzazione. Già, quella legge regionale del 28 gennaio 2014, numero 5, aveva autorizzato gli enti utilizzatori di Asu alla prosecuzione fino al 31 dicembre 2016. E dopo cosa succederà? Chi si dovrà occupare del lavoro svolto da questi 28 lavoratori Asu che provengono dal territorio di Taormina, Giardini Naxos, Graniti, Gaggi, Mongiuffi Melia, Calatabiano, Letojanni e Francavilla di Sicilia? È questo ciò che si intende per snellimento all’interno della pubblica amministrazione? Scagliarsi contro i lavoratori che non possono godere di alcun diritto, in quanto non hanno uno straccio di contratto, vuol dire modernizzare il sistema regionale?

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