Entro poche ore il nome dell’acquirente – Si è concretizzata la vendita giudiziaria della Domus san Pancrazio. La notizia dell’ultima ora, infatti, conferma che la nota villa taorminese è stata aggiudicata all’asta. Entro poche ore si conoscerà il nome dell’acquirente. Adesso, però, bisognerà capire che fine farà il sito archeologico che soprattutto in questi mesi era stato oggetto di attenzione da parte dell’Università di Messina e dei media locali. Una vicenda, quella della Domus san Pancrazio, che era riemersa durante l’ultima stagione estiva. Era il 13 luglio, faceva caldo, le strade di Taormina erano piene di turisti e viaggiatori provenienti da ogni parte del mondo e molti di loro si fermavano davanti agli scavi della Domus san Pancrazio. Erano incuriositi da quel sito archeologico e dai quei ragazzi dell’Università di Messina che per quattro settimane, tramite il dipartimento di Civiltà antiche e moderne dell’Università di Messina con il professor Lorenzo Campagna, hanno lavorato per rimettere in sesto un luogo che era stato dimenticando sotto le erbacce e la sabbia. «Da quest’area possono emergere una quantità di informazioni straordinarie per la storia di Taormina», aveva detto il professor Campagna e con buona pace di qualche consigliere comunale d’opposizione che, chissà perché, in Aula ha avuto l’interesse di denigrare il lavoro degli accademici, in quella zona sono venuti fuori mosaici e altri rinvenimenti di un certo rilievo. Nel frattempo, però, la bellezza artistica e storica della Villa deve lasciare il posto ad alcuni intrighi.

Le vicende degli ultimi anni – La villa nel 2013 è stata pignorata all’A.T.A. (Azienda Turistica Alberghiera s.r.l.). Il creditore era l’architetto Raffaella Danile, che aveva realizzato per conto della stessa A.T.A. un progetto di ristrutturazione della villa e di musealizzazione dei resti archeologici, per il quale il comune di Taormina aveva rilasciato la concessione edilizia appena citata. Si era venuta a creare una situazione di stallo e dal 1° luglio 2015 custode giudiziale dell’immobile è stato nominato dal giudice del Tribunale di Messina il notaio Adele Penna. Ma nel contempo l’A.T.A. ha venduto la villa per un importo di 1, 7 milioni di euro a una società di nome “Whitesite Business”, con sede a Praga. Intanto, nei primi giorni di agosto, si era svolta una riunione a villa Caronia, dove erano presenti il vicesindaco e assessore alla Cultura Mario D’Agostino, il direttore responsabile del Parco archeologico di Naxos Maria Costanza Lentini, il responsabile scientifico dei lavori e professore dell’Università di Messina Lorenzo Campagna e l’architetto Lidia Signorino, dirigente al Parco archeologico di Naxos. A quanto pare, nonostante la dottoressa Lentini avesse espresso un parere favorevole nei confronti dell’assessorato regionale per fargli esercitare la prelazione nella vendita della villa san Pancrazio, la regione (e anche il comune di Taormina) per mancanza di fondi aveva annunciato di non poter esercitare la prelazione sull’acquisto della Villa.

La mossa della Whiteside Business – Ma in un Consiglio comunale d’agosto, il vicesindaco D’Agostino comunicava che «nel momento in cui abbiamo una criticità di cassa, arriva una lettera firmata sulla comunicazione preventiva di disponibilità al finanziamento dell’esercizio del diritto di prelazione relativamente alla Domus san Pancrazio». Una lettera inviata dalla Hellac Gbr, una società tedesca che aveva articolato la sua proposta in due punti: per un verso il pagamento del prezzo del diritto di prelazione (1.870.000,00 euro); per altro verso il pagamento di un importo ulteriore, finalizzato a consentire la continuazione dell’indagine archeologica in corso sull’area adiacente alla villa vera e propria. Un accordo, tramite un bando di gara, che poteva essere raggiungo, ma dopo è tornata in gioco la Whiteside Business, che con l’avvocato Alfonso Chieffo affermava in conferenza stampa come «si provvederà a redigere una convenzione tra le parti e ci sarà una cessione a titolo definitivo dell’area al comune che si impegnerà a valorizzare l’area. Qualsiasi intervento sulla Villa rimarrà di proprietà della Whiteside Business e sarà rispettoso delle volumetrie e delle superfici. Prendo atto del grande interesse per la Villa, ma non capisco per quale motivo solo oggi è nato questo sentimento e non prima quando c’erano addirittura dei senzatetto che alloggiavano nella Villa. A breve ci sarà un incontro tecnico tra me e l’amministrazione comunale per redigere questa bozza di convenzione che ci potrà portare a stipulare un atto di fronte al notaio».

La sorpresa della vendita giudiziaria – Ma ecco il nuovo colpo di scena. Pochi giorni dalla conferenza stampa che ha annunciato l’accordo (non contrattualizzato, cioè inesistente) tra comune di Taormina e Whiteside Business, “scavando” nella vicenda Domus si era appreso che la Villa è oggetto di una vendita giudiziaria che si è svolta proprio oggi per ordine del Tribunale di Messina. La notizia non era di poco conto, perché per € 2.651.500,00 chiunque poteva comprare la Domus san Pancrazio e adibirla alle funzioni stabilite dalla normativa di piano regolatore. Oggi, come detto, la Villa è stata aggiudicata all’asta. Entro poche ore si conoscerà il nome dell’acquirente e bisognerà capire che fine farà il pregiato sito archeologico dell’area.

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