scorie radioattive

Dal convegno organizzato dal Presidio Partecipativo del Patto Fiume Simeto, tenutosi lo scorso 15 novembre a Troina, con lo scopo di rendere note alla cittadinanza le conseguenze negative che potrebbe determinare l’allocamento in Sicilia del Deposito nazionale di scorie radioattive, parte la richiesta dei sindaci dell’ennese e dei rappresentanti del Patto di avviare un dibattito nazionale di alto profilo, coinvolgendo tutte le istituzioni che intervengono sul territorio. Come è emerso dal confronto che ha visto coinvolti i sindaci di Troina (Sebastiano Venezia), Regalbuto (Francesco Bivona), Agira (On. Maria Greco) e il Senatore Fabrizio Bocchino della Commissione Istruzione Pubblica e BB.CC. del Senato, situare un deposito di circa 90 mila metri cubi di scorie radioattive in Sicilia sarebbe un enorme errore, che potrebbe avere pesanti ripercussioni ambientali ed economiche, data la natura sismica di un territorio storicamente svantaggiato e che sarebbe così ulteriormente penalizzato.

I dirigenti dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Dott. Paolo Finocchiaro, Dott. Santo Giammino e Dott. Giacomo Cuttone, hanno inoltre evidenziato le criticità attinenti al sistema di smaltimento nazionale, al momento assai carente. Forte l’auspicio, dunque, da parte della Presidente del Patto, Graziella Ligresti e del vicepresidente del Presidio, l’ingegnere Carmelo Caruso, che la cittadinanza acquisisca consapevolezza in merito alle problematiche emerse. In un contesto così delicato è fondamentale scongiurare il rischio che prevalgano le logiche del profitto e si tenga invece conto delle avanzate conoscenze scientifiche di cui l’Italia dispone.

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