Palazzo dei Giurati
Ingresso Aula consiliare

Limati gli ultimi particolari – La lunga notte del comune di Taormina. In queste sere Palazzo dei Giurati aveva le luci accese fino a tardi, perché gli avvocati, i tecnici e gli addetti a completare gli incartamenti da inviare a Roma per presentare ricorso contro la relazione della Corte dei Conti regionale, hanno dovuto limare gli ultimi particolari. In sostanza l’ente si dovrà difendere di fronte la Corte dei Conti – Sezioni Riunite in Speciale Composizione, nonché assistere e difendere il comune nel relativo giudizio di impugnazione ex articolo 243 quater c.5 del decreto legislativo 18 agosto 2000 numero 267 (Tuel) avverso e per l’annullamento della deliberazione numero 280/2015 Prsp di non approvazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale, adottata dalla Corte dei Conti – Sezione di Controllo per la Regione Siciliana nella adunanza del 18 settembre 2015. Gli argomenti del comune della Perla dello Jonio saranno quelli che sono stati menzionati in questo mese.

I contenziosi del comune al centro dell’attenzione – In particolar modo il comune di Taormina si sarebbe soffermato su contenziosi e controversie affrontati nelle 33 pagine della relazione della Corte dei Conti. Con ogni probabilità il comune dovrebbe presentare incartamenti più dettagliati riguardo i fatti che risalgono a Novamusa Srl, dove il comune è stato truffato in quanto la società non ha riversato gli incassi dovuti quando gestiva il Teatro antico. Un dato di fatto messo in evidenza con la condanna della Novamusa a pagare oltre 965 mila euro al comune. Somme che, afferma la Corte dei Conti, l’ente non si è impegnato a recuperare. In realtà, però, la vicenda è andata in appello e si è in attesa di una sentenza. Poi ci sono i fatti inerenti il lodo Impregilo e il 22 ottobre il sindaco, Eligio Giardina, aveva affermato che «il debito non è di 28 milioni ma di 5 milioni». Una “sfumatura” sulla quale i legali dovrebbero insistere con particolare veemenza.

Cosa potrebbe pesare sulla sentenza della Corte dei Conti? – La vicenda Impregilo, nella relazione della Corte dei Conti, è contenuta nel paragrafo dedicato ai debiti fuori bilancio dove si parla di diversi contenziosi e quattro controversie scaturite da attività compiute dal comune tra gli anni ‘80 e ‘90 e parzialmente definite in sede giudiziaria solo in epoca recente con una soccombenza del comune nei confronti di Imprepar Impregilo Spa per l’importo di euro 5.023.000, nei confronti di Angelo Ferrara per l’importo di euro 3.144.000, nei confronti del Fallimento Pulvirenti per euro 2.138.000 e nei confronti degli Eredi Ragusa per l’importo di euro 945.000. Potrebbero essere anche queste ultime tre vicende ad essere oggetto di discussione, anche se potrebbero sempre pesare come un macigno quelle parole della Corte dei Conti sulla cronica assenza di liquidità del comune di Taormina e un crescente ricorso all’anticipazione di tesoreria, che dal 2011 al 2013 è andata sempre crescendo. Anche per quanto riguarda l’aumento delle imposte, la Corte dei conti aveva fatto notare come «le previsioni di entrata sono sprovviste, sotto il profilo metodologico, di analisi volte a suffragarne l’attendibilità nel corso dei dieci anni».

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